A rischio posti di lavoro e i servizi per le persone con disabilità
Non bastava un’organizzazione capestra che lasciasse spesso le persone con disabilità che vivono nelle comunità prive dell’assistenza necessaria;
non bastavano i licenziamenti già effettuati e l’eliminazione di alcuni emolumenti in favore delle lavoratrici e dei lavoratori;
non bastava neppure il periodo di tutoraggio voluto da Anffas Nazionale – e decisamente fallito - per far recuperare alla Fondazione di Grottammare un po’ di serietà e credibilità nell’erogazione dei servizi alle persone con disabilità e alle loro famiglie.
Tutto questo non era sufficiente e così, non sapendo come rimediare ad un’organizzazione disastrosa, la Fondazione Anffas Grottammare ha oltretutto deciso di chiudere servizi, avviare la cassa integrazione e porre in essere ulteriori licenziamenti plurimi.
La situazione è gravissima e vista la sordità di Anffas alle richieste del Sindacato, le Istituzioni del territorio non possono non farsi carico della drammaticità delle conseguenze che tali scelte strategiche inevitabilmente comporteranno: già oggi spesso assistiamo a turni scoperti, attività educative sospese per assenza di personale educativo e ad episodi in cui l’assistenza sanitaria o socio sanitaria si ritarda per l’assenza di operatori che possano erogarla.
Immaginiamoci cosa succederà con la cassa integrazione (fis) prima e con i licenziamenti poi.
Siamo sicuri che le persone con disabilità e le loro famiglie non si meritino di meglio? Siamo certi che, essendo questi servizi accreditati secondo i dettami del SSR, la collettività non possa pretendere di più, considerate oltretutto le rette cospicue pagate dai familiari in aggiunta al finanziamento del sistema sanitario e sociale pubblico?
La CGIL non ci crede affatto e per questo non lascerà che, per colpa di una malagestione, le oltre 200 famiglie che usufruiscono dei servizi di Anffas e i circa 50 tra lavoratrici e lavoratori ne paghino le conseguenze.
Per la Funzione Pubblica, lo Spi e la Cgil Provinciali sono categoriche:
le professioniste e i professionisti che con passione si occupano delle PcD, così come
i servizi socio-sanitari in favore dell’utenza più fragile del territorio, non si toccano!
Per questo il Sindacato si attiverà tempestivamente per chiedere un incontro all’AST, al Comune di Grottammare e all’Ambito Territoriale Sociale 21, perché si facciano carico del disastro che queste scelte aziendali comporteranno per la collettività del territorio tutta.
Perché se degli errori gestionali ci sono – e ci sono senz’altro – non possono essere le lavoratrici e i lavoratori o le persone con disabilità e le loro famiglie a pagarne il prezzo.
Ascoli Piceno, 18/04/2026
CGIL FP CGIL SPI CGIL
D. Lanni V. Rossi T. Cirillo