SAP: "Movida estiva dopo le parole adesso spetta passare ai fatti"
Ci apprestiamo a vivere una nuova stagione estiva dopo aver attraversato un inverno particolarmente complesso e difficile, non soltanto dal punto di vista meteorologico.
L’anno scorso è stato uno dei periodi più drammatici sotto il profilo dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica, culminato in episodi gravissimi e profondamente preoccupanti. Tra questi, l’omicidio di un ragazzo di ventiquattro anni, avvenuto a poco più di un mese dalla brutale aggressione subita da una nostra collega la sera del 7 febbraio 2025 all’interno del Commissariato rivierasco. In quella circostanza, la collega riportò gravissime ferite, tra cui il distacco della falangetta dell’indice della mano destra.
Fatta questa brevissima premessa, confidiamo che anche quest’anno il Ministero riservi la stessa attenzione dimostrata negli anni precedenti attraverso l’invio dei cosiddetti “rinforzi estivi”, provenienti da diverse zone d’Italia. Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza di tali provvedimenti, riteniamo che essi, da soli, non siano sufficienti. La gestione della movida estiva richiede oggi un deciso cambio di passo e l’adozione di misure più incisive.
Troppo spesso, infatti, assistiamo alla totale assenza di senso civico da parte di molti giovani, circostanza che trasforma le ore notturne in momenti ad altissimo rischio per la sicurezza pubblica.
È per questo motivo che ci siamo direttamente rivolti alle massime Autorità Provinciali e al Commissario Straordinario Prefettizio D.ssa Rita STENTELLA.
La nostra posizione è chiara e non negoziabile: i locali devono rispettare regole severe e orari certi. È inaccettabile che esercizi commerciali restino aperti fino alle 5 o 6 del mattino, favorendo situazioni di disordine, degrado e illegalità, in assenza di qualsivoglia ordinanza sindacale. Le ore notturne sono, senza dubbio, quelle in cui si registrano i più gravi episodi di violenza. È quindi indispensabile che la chiusura dei locali sia rigorosa, controllata e priva di eccezioni.
Abbiamo chiesto inoltre che venga vietata la vendita di bevande alcoliche oltre l’1:00 durante la settimana e oltre le 2:00 nei fine settimana. Tra l’altro questa misura è già stata adottata in alcuni comuni del litorale abruzzese, a dimostrazione della sua concretezza e applicabilità.
Sappiamo che per molti esercenti la vendita di alcolici rappresenta una fonte di guadagno, ma non possiamo più tollerare che vengano somministrate bevande a persone in evidente stato di alterazione psicofisica. La responsabilità dei gestori deve essere reale e sanzionabile: chi non rispetta le regole deve rispondere delle conseguenze, anche gravi, che ne derivano.
La sicurezza dei cittadini e il rispetto dell’ordine pubblico non sono argomenti su cui si possa negoziare. È necessario un impegno condiviso, che coinvolga istituzioni, politica, forze dell’ordine e cittadini.
Gli operatori in divisa, che ogni giorno mettono a rischio la propria vita, hanno diritto a strumenti concreti e a politiche risolutive, non a promesse vaghe o misure inefficaci.
È arrivato il momento di prendere decisioni forti e coraggiose, per garantire a tutti un ambiente civile, sicuro e sereno. Siamo convinti che la sicurezza e il benessere della collettività debbano essere una priorità per tutti: per chi ha giurato di difendere lo Stato e per chi, ricoprendo incarichi pubblici, ha il dovere di onorare la fiducia ricevuta dai cittadini.
Il Segretario Provinciale
Massimiliano d’Eramo