Grande partecipazione per l’iniziativa dedicata all’intelligenza artificiale nella scuola marchigiana
Si è svolta il 5 maggio, presso l’Istituto Fazzini-Mercantini di Grottammare, la presentazione del progetto PAIDEIA, il percorso pilota dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla didattica, promosso per accompagnare le scuole marchigiane verso una nuova stagione di innovazione educativa, al quale l’Istituto “Fazzini-Mercantini” di Grottammare ha aderito quale unico istituto della provincia di Ascoli Piceno. Il referente scientifico del progetto è il professor Emanuele Frontoni,
professore ordinario di Informatica all'Università di Macerata e co-director del VRAI Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab.
All’incontro erano presenti, tra le autorità, i sindaci di Grottammare, Alessandro Rocchi, di Ripatransone Alessandro Lucciarini De Vincenzi , l’assessore alla cultura del Comune di Ripatransone, Stefania Bruni, la consigliera del Comune di Grottammare con delega alle politiche scolastiche Oriana Vitarelli, oltre al professor Sergio Mustica, Referente del Laboratorio delle Idee, del professor Niccolò Testi dell’Università degli Studi di Macerata.
L’iniziativa, dedicata allo sviluppo educativo e alla valorizzazione delle competenze dei giovani nel territorio marchigiano, è finanziata dalla Regione Marche nell’ambito delle politiche per l’istruzione e l’innovazione didattica e cofinanziata dall’Unione Europea (PR FSE+ 2021/2027).
L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra studenti, docenti e istituzioni scolastiche su un tema sempre più centrale per il futuro della formazione: l’utilizzo consapevole delle nuove tecnologie come strumento di crescita culturale e sviluppo delle competenze.
PAIDEIA, dal greco paideía (“formazione umana”), nasce con l’obiettivo di coniugare il potenziale dell’intelligenza artificiale con i valori fondanti dell’educazione: pensiero critico, curiosità, capacità di analisi, lettura e scrittura. Un supporto innovativo pensato non per sostituire il pensiero umano, ma per rafforzarlo e stimolarlo.
Il progetto coinvolge complessivamente 7 istituti scolastici marchigiani, 5.800 studenti, 460 docenti in formazione e 345 docenti sperimentatori, configurandosi come una delle esperienze più significative nel panorama regionale dell’innovazione scolastica.
Durante l’appuntamento di Grottammare sono stati illustrati obiettivi, metodologia e prospettive future del percorso, con particolare attenzione al ruolo della scuola nel preparare le nuove generazioni a comprendere e governare i cambiamenti tecnologici in atto.
“È un progetto che guarda all’intelligenza artificiale in ambito educativo – ha detto la dirigente dell’Istituto Saula Rosati - perché l’IA è ormai entrata nell’uso quotidiano, dopo un iniziale momento di diffidenza.
Oggi comprendiamo che può essere un valido aiuto, capace di approfondire e potenziare competenze che è necessario recuperare e consolidare. L’obiettivo non è formare esperti, ma persone in grado di creare prompt educativi e di riconoscere il valore di ciò che l’intelligenza artificiale restituisce. Senza una solida base di competenze, infatti, questo strumento non è realmente utile. Non è quindi, quella dell’intelligenza artificiale, una sfida da subire, ma da guidare”.
La referente del progetto del “Fazzini-Mercantini”, professoressa Renza Cortini, ha aggiunto: “Insieme a un team di docenti, abbiamo deciso di accettare questa sfida. All’inizio ero scettica: mi sentivo a mio agio con un approccio più “old style”. Poi ho scoperto che i nostri studenti già utilizzano l’intelligenza artificiale, spesso senza consapevolezza. È stato questo il punto di svolta: non possiamo lasciarli soli, dobbiamo accompagnarli. La strategia, in ogni caso, non può essere quella di proibire gli strumenti di intelligenza artificiale, ma di riportare gli studenti a un ritmo di apprendimento meno compulsivo, che dia loro il tempo di riflettere e imparare utilizzando l’intelligenza artificiale come alleata e non come guida. Come ricordava una nota matematica, Emma Castelnuovo, bisogna lasciare ai ragazzi “il tempo di perdere tempo”.
Più nello specifico, il referente del Laboratorio delle Idee Sergio Mustica, ha messo in guardia i presenti dal pericolo che “con l’IA, gli studenti non sentano più il bisogno di sapere, e che inizino a credere a quello che percepiscono, senza più fermarsi a riflettere”.
In conclusione, il professor Niccolò Testi dell’Università degli Studi di Macerata ha chiarito lo scopo che qualsiasi tecnologia dovrebbe avere, “quello di elevare gli esseri umani. I nostri giovani stanno, dati alla mano, delegando il loro pensiero alla macchina, dovrebbero invece usarla come strumento di ausilio all’apprendimento per migliorarsi. Rischiamo una società duale, tra chi la usa in modo corretto e gli altri, che non sapranno più agire senza il suggerimento dell’intelligenza artificiale”.
Il progetto è proposto da un’ATS che riunisce sette istituti scolastici marchigiani di diversa tipologia e provenienza territoriale, garantendo una rappresentazione ampia e articolata della popolazione scolastica regionale: oltre al “Fazzini-Mercantini”, IIS Galileo Galilei, IC Da Vinci-Ungaretti, E.N.D.O.-F.A.P. Centro di Formazione Don Luigi Orione, IIS Enrico Mattei, IC Falerone e IC Vincenzo Pagani.