25 Aprile: Colle San Marco si conferma Altare della Resistenza Picena
Nel silenzio solenne del Sacrario di Colle San Marco, la comunità ascolana si è riunita per celebrare l’81° anniversario della Liberazione. Il luogo, simbolo identitario della lotta partigiana locale, ha fatto da cornice a una cerimonia densa di significati, segnata quest’anno dal ricordo commosso di chi, fino a pochi giorni fa, ne era stato testimone attivo.
Le istituzioni: "Una libertà da rinnovare ogni giorno"
Il Prefetto Gianluca Braga ha dato il via agli interventi istituzionali, inquadrando il 25 aprile come l'atto di nascita della nostra democrazia. Braga ha definito la fine del conflitto come il "vittorioso epilogo di una lotta segnata da sacrificio e coraggio", ricordando come il legame tra la memoria nazionale e il territorio ascolano sia suggellato dalla Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa sia alla Provincia che al Comune.
Sulla stessa scia il Presidente della Provincia, Fabio Salvi, che ha descritto il Sacrario non come un semplice monumento, ma come un “altare di roccia costruito con il sacrificio”. Salvi ha esortato i presenti a non considerare la libertà come un concetto statico o puramente accademico:
"La libertà non è un concetto da scrivere solo sui libri, ma un impegno da rinnovare ogni mattino."
L'orgoglio della città: dalla Banda San Marco alla Liberazione
In rappresentanza dell'Amministrazione Comunale, l’assessore Donatella Ferretti ha ripercorso le tappe storiche che videro Ascoli protagonista subito dopo l’8 settembre 1943. Dalla nascita della Banda San Marco alla liberazione definitiva della città nel giugno 1944, Ferretti ha rivendicato l’orgoglio di una comunità che seppe reagire immediatamente all’occupazione nazista grazie al contributo del Corpo di Liberazione Italiano e dei partigiani locali.
Il ricordo di Luciano Carosi
Il momento di più profonda commozione è giunto con l'intervento di Rita Forlini, presidente provinciale dell’Anpi. Il pensiero di tutti è andato a Luciano Carosi, figura storica della Resistenza ascolana scomparsa solo pochi giorni fa. Forlini ha ricordato la sua presenza costante sul Colle: "La scorsa settimana era proprio in questo luogo, e lì rimarrà nei nostri occhi e nei nostri cuori".
Un messaggio per il futuro
La cerimonia si è conclusa con un appello corale alla pace. In un momento storico complesso, il messaggio uscito da Colle San Marco è stato chiaro: la memoria del sacrificio partigiano non deve essere solo una celebrazione del passato, ma una "bussola" necessaria per orientare le scelte del futuro.
Alla cerimonia è intervenuta anche Tamara Ferretti, componente della Segreteria nazionale dell’Anpi, che ha rivolto un saluto particolare ai familiari dei caduti e ai giovani presenti, sottolineando il ruolo della memoria come fondamento della democrazia: “Nella memoria dei loro cari si continua a dare un contributo fondamentale alla difesa dei valori democratici di libertà e giustizia che hanno ispirato la Resistenza e i principi su cui si basa la nostra Costituzione”.
(P.E.)