Il quantitativo di rifiuti che sarebbero stati movimentati illecitamente è ancora in corso di quantificazione
Nei giorni scorsi, militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Ancona, in
collaborazione con i colleghi del NOE di Grosseto, della Stazione di Grottammare e del Nucleo
Radiomobile di Fermo, hanno eseguito provvedimenti di perquisizione e sequestro emessi
dall’Autorità Giudiziaria di Fermo, nei confronti di sette persone fisiche e due giuridiche che
sarebbero coinvolte in episodi di corruzione, peculato, ricettazione e gestione illecita di rifiuti, in
ingresso ed in uscita dal Centro di Raccolta di Grottammare, nonché da altre aree presenti nei
territori di Grottammare e Campofilone.
L’attività illecita sarebbe consistita nell’agevolare lo smaltimento di rifiuti speciali (non
conferibili secondo normativa) all’interno della ricicleria di Grottammare, dietro pagamento di
denaro contante a favore di due addetti della PICENAMBIENTE, quest’ultima estranea alle
contestazioni. Gli stessi addetti avrebbero sottratto dalla ricicleria rifiuti dall’alto valore economico,
come ad esempio 2 tonnellate circa di batterie al piombo esauste, che sarebbero state cedute, sempre
dietro pagamento in denaro, a terzi soggetti, togliendoli dalla disponibilità dell’Ente Pubblico.
Le indagini, svolte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e telematiche, video
sorveglianza dei siti interessati, accertamenti documentali anche su conti correnti bancari degli
indagati, unite alle tradizionali e sempre preziose attività di osservazione e pedinamento sul campo,
protrattesi per diversi mesi, avrebbero permesso di acquisire elementi utili al fine di ricostruire il
modus operandi degli indagati, nonché a scoprire altri siti e terreni, ove i rifiuti sarebbero stati
stoccati illecitamente o addirittura smaltiti mediante interramento nel suolo e sottosuolo, con rischi
di contaminazione delle relative matrici ambientali. Al termine sarebbe emerso un quadro di
condotte illecite ed abituali che avrebbero visto nel Centro di Raccolta, il punto di partenza e
conclusione dei movimenti indebiti di rifiuti, provenienti verosimilmente da località poste al di
fuori del comune di Grottammare, da dove i rifiuti, prevalentemente di tipo edile (calcinacci, lana di
roccia e materiali isolanti di risulta) sarebbero stati trasportati a bordo di decine di autocarri non
autorizzati accedendo in ricicleria senza essere registrati ed anche al di fuori degli orari di apertura
al pubblico.
Le operazioni dei giorni scorsi hanno portato al sequestro di copiosa documentazione, terreni, mezzi
meccanici ed autocarri, nonché smartphones in uso agli indagati al fine di acquisire ulteriori
elementi probatori. L’indagine è stata ribattezzata “Picenum” poiché abbraccia i territori delle due
province di Fermo ed Ascoli Piceno ed ha portato, al momento, alla denuncia presso la locale
Procura di Fermo di 37 persone fisiche e 2 società coinvolte. Il quantitativo di rifiuti che sarebbero
stati movimentati illecitamente è ancora in corso di quantificazione, anche se al momento si stima
non essere inferiore ai 250.000 Kg. mentre il valore dei mezzi sequestrati, nonché delle spese
necessarie per le operazioni di bonifica ammonterebbe a circa 800.000 Euro.
Quanto sopra si comunica nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte
innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino ad un
definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto
di cronaca costituzionalmente garantito.