la farmacia è spesso il primo luogo in cui emergono i segnali della violenza contro le donne
Sono circa centocinquanta ogni anno, in Italia, i casi di femminicidio, più o meno uno ogni due giorni: numeri che rendono il tema sempre attuale, mentre il fenomeno della violenza sulle donne interpella i singoli e le istituzioni e reclama l’impegno e l’attenzione di tutti. E’ sempre più importante il ruolo che alcuni centri “naturali” di ascolto e di supporto, come le farmacie di comunità, possono svolgere nel campo della prevenzione e dell’aiuto alle donne in difficoltà.
Lo ricorda la presidente di Federfarma Ascoli, Patrizia Righetti, “proprio la farmacia è spesso il primo luogo in cui emergono i segnali della violenza contro le donne. Penso a ferite e contusioni la cui spiegazione può apparire reticente o contraddittoria, penso anche all’uso ricorrente di psicofarmaci e a situazioni in cui un professionista in camice bianco, opportunamente allenato a valutare i comportamenti, può leggere la paura, l’ansia, la tacita richiesta di aiuto. Siamo sempre più consapevoli, come farmacisti, di quanto sia importante l’impegno a intercettare questi segnali delle violenze, spesso tutt’altro che eclatanti. E sappiamo che, a volte, dare il giusto peso a segnali apparentemente minimi ci può portare a cambiare la traiettoria di vita di una donna, fino a salvarle la vita”.
“La farmacia è un luogo quotidiano, familiare e accessibile - è la voce di Federfarma Ascoli - capace di veicolare un’informazione capillare: c’è sempre una farmacia vicina a cui è possibile rivolgersi per lanciare una richiesta di aiuto, magari in modo indiretto e sommesso, e in cui è possibile ricevere informazioni sui centri antiviolenza e su tutti i possibili percorsi di tutela”. La dottoressa Righetti ribadisce “la farmacia è un punto di osservazione fondamentale. Tutti noi ci consideriamo senza dubbio un tassello essenziale della rete di protezione delle donne”. Non si tratta di un impegno recente. Da anni è attivo il Progetto Mimosa per contrastare la violenza sulle donne, promosso su iniziativa dell’associazione nazionale “Farmaciste insieme” e da Federfarma.
“È un progetto di cui andiamo molto fieri – spiega la dottoressa Righetti – e che coinvolge tutte e 75 le farmacie della provincia di Ascoli Piceno. Il personale delle farmacie, che vede una forte componente femminile, è addestrato a intercettare i segnali di allarme e a operare per aprire un canale di dialogo e di supporto in grado di aiutare davvero una donna in difficoltà, a cominciare dalla diffusione della conoscenza del numero telefonico antiviolenza, il 1522”.
In prospettiva, riassume la presidente di Federfarma Ascoli, “ogni farmacia della provincia cerca sempre di più di essere riferimento, punto di osservazione e di orientamento, presidio sanitario e sociale di primo contatto. Le porte delle nostre farmacie sono sempre aperte per i più fragili: non chiediamo documenti e offriamo tutta la nostra disponibilità nella lotta agli abusi”.