Ascoli eccelle nel biologico, Fermo record per manodopera familiare, quella straniera in provincia di Macerata.
L’analisi effettuata dalla CIA – Coltivatori Italiani delle Marche, diffusa in occasione della IX Assemblea Provinciale di Grottammare, ci consegna uno spaccato estremamente interessante del settore agricolo delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.
Lo studio prende spunto dai dati contenuti nel rapporto Istat “L’agricoltura nelle regioni italiane” diffuso nel novembre del 2024 e aggiornato con i dati del settimo censimento dell’agricoltura.
In provincia di Ascoli Piceno il numero di aziende agricole è pari a 4.528 e il numero di aziende agricole con SAU (Superficie Agricola Utilizzata) è pari a 4.493. La percentuale più alta di superficie agricola non utilizzata è detenuta da Ascoli Piceno (2,5%). Il numero di aziende agricole con capi di bestiame sono 1.301. La SAT (Superficie Agricola Totale) è pari a 56.782 ettari mentre la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) è pari a 42.969 ettari. La dimensione media delle aziende agricole è pari a dieci ettari. La manodopera aziendale è pari a 8.835 addetti e il numero medio di addetti è pari a 2. Ascoli Piceno è caratterizzata da un maggiore ricorso alla manodopera straniera con l’11,5%. L’incidenza dei capi aziende femmine è pari al 29% sul totale mentre i capi azienda under 40 sono il 9,3% sul totale. Le aziende che effettuano investimenti sono il 12,6% del totale. Le aziende che utilizzano il metodo biologico sono il 13,/% sul totale e tale dato colloca il Piceno come quinta provincia in Italia alla pari di Rieti e dopo Parma, Crotone, Siena e Siracusa. Dall’analisi emerge chiaramente la spiccata incidenza del settore florovivaistico nella realtà del comune di Grottammare. Sul territorio comunale della Perla dell’Adriatico, infatti, i vivai hanno una distensione di SAU pari a 78 ettari con un’incidenza del 13% sul totale della Superficie Agricola Utilizzata corrispondente al 39,5% del totale.
In provincia di Fermo sono 4.522 le aziende agricole e di queste sono 4.485 quelle con SAU ovvero Superficie Agricola Utilizzata mentre sono 898 le aziende zootecniche. La SAT Superficie Agricola Totale è pari a 54.672 ettari mentre la SAU Superficie Agricola Utilizzata è pari a 45.390 ettari. Tra i dieci comuni delle Marche con la massima vocazione agricola in termini di incidenza della SAU, uno appartiene alla provincia di Fermo che è Torre San Patrizio. La dimensione media delle aziende agricole è di dieci ettari. La manodopera è pari a 7.645 addetti con una media per azienda pari a 1,7. Nella provincia di Fermo, si osservano le quote maggiori di manodopera familiare, con oltre il 70% del totale della manodopera. Le aziende agricole guidate da donne sono il 26,8% del totale mentre quelle guidate da giovani under 40 sono il 7,9%. Le aziende che hanno effettuato gli investimenti sono il 9,9% sul totale. Le aziende che utilizzano il metodo biologico sono il 6,7% del totale.
In provincia di Macerata il numero di aziende agricole è pari a 9.162 mentre il numero di aziende agricole con SAU Superficie Agricola Utilizzata è pari a 9.083. il numero di aziende zootecniche è pari a 2.131. La SAT Superficie Agricola Totale è pari a 180.296 ettari mentre la SAU Superficie Agricola Utilizzata è pari a 140.178 ettari. Nelle Marche, tra i dieci comuni con la massima vocazione agricola in termini di incidenza della SAU, uno appartiene alla provincia di Macerata ed è Montefano. La dimensione media delle aziende agricole in provincia di Macerata è pari a 15 ettari. La manodopera aziendale complessiva è pari a 15.966 addetti. In provincia di Macerata Macerata ci sono le quote maggiori di manodopera familiare, con oltre il 70% del totale della manodopera. Inoltre, in provincia di Macerata è maggiore il ricorso alla manodopera straniera. Il numero medio di addetti è pari a 1,7%. Le aziende agricole guidate donne sono il 28,9% del totale mentre i capi aziende under 40 costituiscono il 9,6% del totale. Le aziende che negli ultimi tre anni hanno effettuato degli investimenti innovativi sono pari a 8,9% e infine le aziende che adottano metodi biologici sono il 10,9% del totale.