Indispensabili per rafforzare in maniera significativa gli organici
È di questi giorni l’accensione dei riflettori sulla sicurezza nel capoluogo, dopo l’ennesima rissa avvenuta tra sabato e domenica tra giovani in Piazza del Popolo. Non intendiamo certamente entrare nel merito delle varie posizioni politiche cittadine, apprezziamo, tuttavia, la scelta di implementare il sistema di videosorveglianza in città, perché telecamere e tecnologia rappresentano strumenti importanti per prevenire e contrastare fenomeni di illegalità. Ma ormai è arrivato il momento di fare delle scelte. Scelte coraggiose, che non siano soltanto di facciata, ma che incidano concretamente sulla sicurezza del territorio. Prefetto e Questore, per quanto ci consta, si stanno adoperando fattivamente per affrontare e risolvere il problema. È però a questo punto che la politica deve assumersi le proprie responsabilità, intervenendo con determinazione affinché a questa provincia vengano assegnate nuove forze di Polizia, indispensabili per rafforzare in maniera significativa gli organici, tanto della Questura quanto delle Specialità. Perché diciamolo con chiarezza: la sicurezza si affronta anche con il personale sul campo, con più pattuglie, con una presenza maggiore e più qualificata sul territorio. Per questo guardiamo con particolare attenzione alle prossime assegnazioni, previste per marzo, quando termineranno il percorso formativo i 1.650 nuovi Agenti attualmente impegnati nei vari Istituti di istruzione. È quella l'occasione nella quale questa provincia dovrà essere considerata per ciò che realmente è: un territorio che ha bisogno di nuove energie e di un significativo ricambio generazionale. Nonostante gli sforzi organizzativi dei vertici della Questura e il senso del dovere degli operatori di Polizia, che aggiungiamo noi, sono anch’essi cittadini di questa provincia e conoscono bene le difficoltà quotidiane del territorio, il problema degli organici rimane, e rimane perché, ammettiamolo con franchezza, non si possono fare le nozze con i fichi secchi. L’ultimo incontro avuto con l’Onorevole Emanuele Prisco, così come l’attenzione che l’Onorevole Nicola Molteni ha sempre dimostrato nei confronti di questo territorio, insieme alle rassicurazioni ricevute sull’innalzamento a primo livello del Commissariato di San Benedetto del Tronto nel prossimo atto ordinativo unico, rappresentano elementi che ci fanno ben sperare. Ora, però, dalle rassicurazioni occorre passare ai fatti, perché dietro i numeri degli organici ci sono donne e uomini che ogni giorno garantiscono il controllo del territorio, intervengono nelle emergenze, affrontano situazioni di pericolo e spesso lo fanno con sempre meno personale e con un’età media sempre più elevata. Ed è proprio questo il dilemma che, da operatori di Polizia e da cittadini di questa provincia, ci preoccupa maggiormente: come faremo, se saremo ancora meno di oggi e con sempre più anni sulle spalle, a garantire compiutamente ed efficacemente quel servizio alla comunità per il quale la Polizia di Stato opera ogni giorno? Ad oggi, questa risposta non la sappiamo dare. E forse è arrivato il momento che a dare quella risposta sia la politica, con scelte concrete e risorse adeguate, perché sulla sicurezza non si può soltanto parlare. La sicurezza va garantita. E per garantirla servono uomini, mezzi e una presenza reale sul territorio Ascoli Piceno, 6 ottobre 2026 Il Segretario Provinciale Massimiliano d’Eramo