Il Picchio, simbolo di identità ed appartenenza, è il nuovo marchio di un impegno senza tempo.
Si è tenuta Domenica 12 Aprile alle ore 14,00 la presentazione ufficiale della nuova immagine consortile del Consorzio di Tutela dei Vini Piceni presso lo stand della collettiva della Regione Marche allestito in occasione della 58° edizione del Vinitaly di Verona. Relatore dell’evento è stato Gabriele Tosi, Founder e Art Director di Tosi Branding Studio.
Il Consorzio ha deciso di ritornare all’antico e puntare sull’immagine del picchio, un’identità che affonda le proprie radici nel territorio marchigiano attraverso i valori della cura, della continuità e della responsabilità.
Il picchio è anche il totem fondante della Civiltà Picena, popolo italico stanziatosi tra Marche e Abruzzo, quando, la leggenda narra, i Sabini, guidati dal picchio verde (uccello sacro ad Ares), migrarono dalla Sabina fino al Territorio Piceno, dove l'animale si posò, indicando loro il luogo dove insediarsi.
Il design del nuovo logo, così come il design del sito web e lo studio di una campagna pubblicitaria per il Consorzio, è stato affidato a Tosi Branding Studio, agenzia di Milano con 50 anni di storia nel brand design e una divisione dedicata al Wine design. Il team si è occupato della ridefinizione completa dell’identità di marca del Consorzio, partendo da una strategia dedicata, dal design del logo e della nuova identità visiva, recuperando il simbolo del picchio rafforzato, nello sfondo, dalle torri campanarie e gentilizie che imprimono l’identità storica dei colli del sud delle Marche e dalle foglie di vite, a sottolineare la vocazione del Consorzio.
“È stato un progetto stimolante e profondamente interessante. – dichiara Gabriele Tosi, Founder e Art Director di Tosi Branding Studio – Abbiamo accompagnato il Consorzio in un percorso creativo che parte dalle radici culturali del Piceno, esplorando simbologie antiche per distillare l’essenza del territorio in un design autentico e poetico. Il dialogo costante con il Consorzio e il legame con il vino ci hanno guidato verso il picchio, icona capace di elevare l’identità del Piceno con eleganza e profondità”.
“Il nuovo simbolo non rappresenta soltanto un segno grafico, ma un valore: esprime la determinazione di chi opera in vigna con costanza, stagione dopo stagione, la competenza di chi tutela qualità e origine, la solidità di un territorio che continua a investire nella propria eccellenza.- ha dichiarato il Presidente del Consorzio Tutela Vini Piceni Simone Capecci-. Vendemmia dopo vendemmia, il Consorzio custodisce e promuove l’identità dei Vini Piceni, proiettandola con visione e responsabilità verso il futuro. Abbiamo scelto il nuovo marchio perché il picchio è un animale ricchissimo di simbologia. Senza forzature poetiche, molte sue caratteristiche innate possono diventare espressioni potenti per descrivere identità, cultura e atteggiamento del Consorzio. Esso raccoglie insieme perseveranza, tenacia, precisione, visione nascosta e costruzione paziente, tutte caratteristiche che troviamo nel lavoro quotidiano dei nostri imprenditori vitivinicoli.”
Un senso di continuità con il simbolo attuale, il toro marchigiano, altro emblema di forza, costanza, radicamento ed espressione del territorio e fertilità che è una delle impronte della comunità, segno del forte senso di appartenenza che caratterizza il Piceno da cui proviene oltre il 50 % della produzione vitivinicola marchigiana.
“Il passaggio di immagine segue un po' il decorso del mercato che sta virando da prodotti potenti e di forte impronta a vini più eleganti e disincantati- chiosa il presidente Capecci-Il nostro sodalizio ha il dovere di ascoltare i segni di un mondo che cambia approccio al vino. Ecco perché siamo passati, sempre nel rispetto della tradizione, da un simbolo di forza ad uno che trasmette leggerezza, che induce a volare, a guardare lontano con la mente ed il palato e che esprime quel senso poetico che troviamo sempre in un bicchiere delle nostre denominazioni”
Attualmente il Consorzio è composto da 57 soci ordinari, con circa 500 operatori vitivinicoli coinvolti in una o più fasi di produzione delle Doc e Docg tutelate dal Consorzio, che sono: Doc Rosso Piceno, anche nelle tipologie Superiore, Sangiovese e Novello e coltivato nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e parte di Ancona, la Docg Offida nelle tipologie Pecorino, Passerina e Rosso coltivata in quattordici comuni della provincia di Ascoli Piceno; Doc Falerio, anche nella tipologia Pecorino coltivato nelle province di Ascoli Piceno e Fermo; Doc Terre di Offida, tipologie Passerina Passito e spumante, zona di produzione: cuore della provincia di Ascoli Piceno. Le Dop del Consorzio si distinguono per la forte autoctonia dei vitigni più rappresentativi quali Pecorino e Passerina per i bianchi e Montepulciano per i rossi.
Il Consorzio ha attualmente una produzione di uve delle d.o. tutelate mediamente di circa 180.000 quintali mentre la produzione di vino imbottigliato è di circa 6 milioni di bottiglie.
Il Consorzio è presente anche all’estero, dove si esporta circa il 40% di prodotto prevalentemente in nord Europa, in Canada e negli Stati Uniti.