L'ultimo presso la Stazione Ferroviaria di San Benedetto del Tronto
Dopo le frequenti e sempre più preoccupanti aggressioni ai danni delle Forze di Polizia, l’ultima delle quali, particolarmente significativa, si è verificata pochi giorni fa e ha visto intervenire direttamente anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il fenomeno non sembra affatto essersi arrestato né aver fatto registrare alcuna inversione di tendenza.Proprio nella serata di ieri presso la Stazione Ferroviaria di San Benedetto del Tronto, a seguito di un intervento richiesto dal Centro Operativo Compartimentale di Ancona per la presenza, a bordo di un treno regionale, di uno straniero sprovvisto di documenti e di titolo di viaggio, tre Agenti del Posto Polfer sono stati violentemente aggrediti. Uno degli operatori, a seguito delle lesioni riportate, è stato costretto a ricorrere alle cure mediche. Il clima che si sta vivendo non è certamente dei migliori. È doveroso riconoscere gli sforzi introdotti da questo Governo per rafforzare le tutele e la sicurezza degli operatori delle Forze dell’Ordine, ma è altrettanto doveroso ribadire che, nonostante quanto già fatto, c’è ancora molto da fare. Oggi possiamo tranquillamente affermare che soltanto una fortunata circostanza ha evitato che si ripetesse quanto accaduto, in un contesto analogo, la sera del 7 febbraio 2025, quando una collega del Commissariato di San Benedetto del Tronto rimase gravemente ferita, riportando l’amputazione della falangetta del dito indice della mano destra. Non possiamo e non dobbiamo aspettare che accada nuovamente qualcosa di irreparabile prima di intervenire. La sicurezza di chi, ogni giorno, è chiamato a garantire quella degli altri deve rappresentare una priorità assoluta. Per questo riteniamo necessario che, nell’ambito del prossimo Piano di potenziamento, da parte dei Vertici del Ministero dell’Interno vi sia una particolare attenzione anche nei confronti delle Specialità della Polizia di Stato, che oggi versano in una situazione di grave sofferenza sotto il profilo degli organici.In particolare, la Questura registra una carenza di personale del 15%, la Polizia Ferroviaria del 33%, la Polizia Stradale del 23% e la Polizia Postale del 42%. Una situazione che non può essere ulteriormente ignorata, soprattutto alla luce dell’aumento degli interventi, delle aggressioni e dei rischi ai quali quotidianamente sono esposti gli operatori. Proprio per questo, provocatoriamente, ma neanche troppo, chiediamo che, a fronte dei 23 pensionamenti previsti per quest’anno, ai quali se ne aggiungeranno altri 25 nel prossimo, vengano soddisfatte tutte le domande di trasferimento in entrata verso questa provincia.Sono, quasi per ironia della sorte, poco più di quaranta. Numeri che, se messi a confronto, parlano da soli: da una parte oltre quaranta colleghi che si apprestano a lasciare, per raggiunti
limiti di età, la nostra Amministrazione; dall’altra, un numero pressoché analogo di operatori che hanno chiesto di essere trasferiti nella nostra provincia. E allora, perché non cogliere questa opportunità? Soddisfare integralmente queste istanze significherebbe, di fatto, procedere al pieno ripianamento delle uscite previste nel biennio, garantendo un immediato e concreto riequilibrio degli organici, senza ulteriori penalizzazioni per il territorio. È una provocazione, certamente, ma fino a un certo punto. Perché quando i numeri coincidono quasi perfettamente, forse vale la pena chiedersi se non sia proprio questa la soluzione più semplice, concreta e immediatamente percorribile. Servono uomini, risorse e strumenti adeguati. Non possiamo chiedere sempre di più a chi, già oggi, opera in condizioni di organico fortemente deficitario. La sicurezza dei cittadini passa necessariamente dalla sicurezza di chi è chiamato a garantirla.Il Segretario ProvincialeMassimiliano d’Eramo