Marica Desideri ha voluto, come prima uscita, scrivere alcuni suoi punti di vista relativi al settore dove é nata e cresciuta.
La neo presidente di PMIA autotrasporto UNILAVORO Marche , La neo presidente di PMIA autotrasporto UNILAVORO Marche , Marica Desideri ha voluto, come prima uscita, scrivere alcuni suoi punti di vista relativi al settore dove é nata e cresciuta.
"Sono nata e cresciuta nel mondo dell’autotrasporto e porto avanti la tradizione di famiglia.
Nel 2012 ho deciso di aprire un’attività tutta mia insieme a mio marito, con il quale condivido anche la passione per i camion.
Nel mondo del trasporto partire da zero non è per niente semplice. C’è la parte burocratica, quindi la capacità professionale nazionale e internazionale, e per me, che avevo un sogno nel cassetto, ci sono state anche le patenti superiori C E e CQC (non conseguite d’ufficio, come per molti, ma con tanto di esami). Poi c’è la parte economica, dove lo Stato non ti dà alcuna agevolazione e tantomeno il leasing, se non hai un’attività avviata da almeno tre anni. Quindi devi arrangiarti da sola.
Dopo aver superato a fatica tutto questo e aver attinto ai tuoi risparmi, arriva la stangata del caro gasolio. E non è la prima volta.
Io, "padroncino", duramente colpita da tutti questi rincari e senza alcun sostegno da parte dello Stato, sarei, come molti, costretta ad abbandonare per le molteplici difficoltà.
Il caro gasolio e non solo:
Nonostante gli interventi, non mi sembra che tutti si siano adeguati e questo mi porta a pensare che i tanto pubblicizzati controlli non ci siano.
Per fare rifornimento ho bisogno di carte carburante. Quelle senza garanzia vengono fatturate ogni 15 giorni e hanno una scadenza di altri 15 giorni dalla data della fattura. Le compagnie che offrono carte senza garanzia e con scadenze a 40 o 60 giorni sono accettate solo presso le stazioni di servizio da loro indicate, dove nella maggior parte dei casi il carburante costa di più.
Autostrada:
Devi trovare una compagnia che ti fornisca card e box, ma il pagamento è ogni 20 giorni. L’anno successivo puoi ottenere una percentuale di rimborso sui pedaggi, compensata fiscalmente, cosa che non puoi fare con il classico Telepass di Autostrade per l’Italia.
Poi ci sono il bollo, l’assicurazione dei mezzi, l’assicurazione vettoriale e per conto, che molte aziende richiedono per stipulare un regolare contratto di lavoro, l’AdBlue e, se possiedi un rimorchio frigorifero, tanto peggio, perché si aggiungono la manutenzione ordinaria del gruppo frigo, le tarature delle sonde, il lavaggio del cassone frigorifero e la formazione HACCP.
A tutto questo aggiungiamo anche che l’autista deve avere la formazione per il primo soccorso e l’antincendio, pur non trasportando merci in ADR. Per non parlare del sistema satellitare che ormai tutte le aziende richiedono per garantire la tracciabilità della merce.
Ma in tutto questo, i costi minimi che dovrebbero coprire almeno una parte delle spese che sosteniamo dove sono finiti? Dove sono i controlli da parte delle autorità competenti che dovrebbero salvaguardare il nostro lavoro e impedire alle aziende estere di farci concorrenza?
Attese al carico e allo scarico:
Nella maggior parte dei casi veniamo pagati a chilometro. Ma le lunghe attese ai punti di carico e scarico non ce lo permettono e non ci viene nemmeno riconosciuto alcun indennizzo per il fermo macchina.
Nella GDO ci viene spesso imposto di caricare e scaricare la merce per carenza di personale o per regolamenti interni che non consentono ai dipendenti di salire sui nostri mezzi perché non coperti dall’assicurazione contro gli infortuni.
Mancanza di autisti:
Ho sempre detto che la passione per i camion ce l’ho dal giorno in cui sono nata. Per me salire quei quattro gradini è come salire in paradiso: chiudi lo sportello e sei in un’altra dimensione.
Ma nell’autotrasporto qualcuno mi ha detto che la passione, da sola, non basta. Ed è vero.
Bisogna essere davvero disposti a rinunciare alla famiglia, o quantomeno trovare un partner che ti capisca, ti sostenga e soprattutto faccia anche le tue veci quando non vedrai crescere i tuoi figli. Non vedrai le loro recite, il primo giorno di scuola e neppure l’ultimo. Mangi quando non hai fame, dormi quando non hai sonno, sopporti il caldo, il freddo e la maleducazione di molte persone.
E per noi donne? Io faccio il secondo autista di supporto a mio marito. Non viaggio molto e questo mi manca, ma quando ne ho avuto la possibilità ho riscontrato molte difficoltà. Oltre alla diffidenza nei confronti di una donna alla guida, da parte di chi è ancora sessista — e per fortuna sono rimasti in pochi — ci sono problemi molto più concreti, come l’assenza totale di servizi igienici in alcune aziende.
Punti di ristoro:
Rispettiamo le ore di guida, le soste e i fermi settimanali, ma mi chiedo se esistano abbastanza aree dove potersi riposare, fare una doccia e riprendere il viaggio in condizioni dignitose.
Molti colleghi, senza aria condizionata, trascorrono le ore di sosta in cabina e poi, stremati, riprendono il viaggio.
Se la legge mi impone di fermarmi, dovrebbe anche garantirmi aree di sosta idonee, sicure e gratuite.
La cosa che mi fa più arrabbiare è che durante il Covid eravamo tutti eroi. In quel momento si erano resi conto dell’importanza del nostro lavoro, svolto spesso in condizioni disumane. Oggi, invece, sembra che se ne siano dimenticati.
I camionisti hanno dimostrato, in più occasioni, di avere cuore, forza, coraggio e una grande passione. Ma hanno dimostrato soprattutto che l’unione fa la forza.
Mi auguro quindi che il pensiero comune non sia quello di mollare, bensì quello di trovare un accordo serio e duraturo nel tempo, con la collaborazione dei sindacati e del Ministro dei Trasporti, che ci permetta di continuare a svolgere il nostro lavoro nel miglior modo possibile.
In questo contesto, il Consiglio regionale della federazione, riunito in assemblea, ha deliberato di affidarmi l'incarico di Presidente di PMIA Autotrasporto UNILAVORO per la Regione Marche. Ringrazio ovviamente il Segretario Generale, Roberto Galanti, per aver proposto la mia candidatura e per essere sempre presente al fianco di noi autotrasportatori".
Marica Desideri ha voluto, come prima uscita, scrivere alcuni suoi punti di vista relativi al settore dove é nata e cresciuta.
"Sono nata e cresciuta nel mondo dell’autotrasporto e porto avanti la tradizione di famiglia.
Nel 2012 ho deciso di aprire un’attività tutta mia insieme a mio marito, con il quale condivido anche la passione per i camion.
Nel mondo del trasporto partire da zero non è per niente semplice. C’è la parte burocratica, quindi la capacità professionale nazionale e internazionale, e per me, che avevo un sogno nel cassetto, ci sono state anche le patenti superiori C E e CQC (non conseguite d’ufficio, come per molti, ma con tanto di esami). Poi c’è la parte economica, dove lo Stato non ti dà alcuna agevolazione e tantomeno il leasing, se non hai un’attività avviata da almeno tre anni. Quindi devi arrangiarti da sola.
Dopo aver superato a fatica tutto questo e aver attinto ai tuoi risparmi, arriva la stangata del caro gasolio. E non è la prima volta.
Io, "padroncino", duramente colpita da tutti questi rincari e senza alcun sostegno da parte dello Stato, sarei, come molti, costretta ad abbandonare per le molteplici difficoltà.
Il caro gasolio e non solo:
Nonostante gli interventi, non mi sembra che tutti si siano adeguati e questo mi porta a pensare che i tanto pubblicizzati controlli non ci siano.
Per fare rifornimento ho bisogno di carte carburante. Quelle senza garanzia vengono fatturate ogni 15 giorni e hanno una scadenza di altri 15 giorni dalla data della fattura. Le compagnie che offrono carte senza garanzia e con scadenze a 40 o 60 giorni sono accettate solo presso le stazioni di servizio da loro indicate, dove nella maggior parte dei casi il carburante costa di più.
Autostrada:
Devi trovare una compagnia che ti fornisca card e box, ma il pagamento è ogni 20 giorni. L’anno successivo puoi ottenere una percentuale di rimborso sui pedaggi, compensata fiscalmente, cosa che non puoi fare con il classico Telepass di Autostrade per l’Italia.
Poi ci sono il bollo, l’assicurazione dei mezzi, l’assicurazione vettoriale e per conto, che molte aziende richiedono per stipulare un regolare contratto di lavoro, l’AdBlue e, se possiedi un rimorchio frigorifero, tanto peggio, perché si aggiungono la manutenzione ordinaria del gruppo frigo, le tarature delle sonde, il lavaggio del cassone frigorifero e la formazione HACCP.
A tutto questo aggiungiamo anche che l’autista deve avere la formazione per il primo soccorso e l’antincendio, pur non trasportando merci in ADR. Per non parlare del sistema satellitare che ormai tutte le aziende richiedono per garantire la tracciabilità della merce.
Ma in tutto questo, i costi minimi che dovrebbero coprire almeno una parte delle spese che sosteniamo dove sono finiti? Dove sono i controlli da parte delle autorità competenti che dovrebbero salvaguardare il nostro lavoro e impedire alle aziende estere di farci concorrenza?
Attese al carico e allo scarico:
Nella maggior parte dei casi veniamo pagati a chilometro. Ma le lunghe attese ai punti di carico e scarico non ce lo permettono e non ci viene nemmeno riconosciuto alcun indennizzo per il fermo macchina.
Nella GDO ci viene spesso imposto di caricare e scaricare la merce per carenza di personale o per regolamenti interni che non consentono ai dipendenti di salire sui nostri mezzi perché non coperti dall’assicurazione contro gli infortuni.
Mancanza di autisti:
Ho sempre detto che la passione per i camion ce l’ho dal giorno in cui sono nata. Per me salire quei quattro gradini è come salire in paradiso: chiudi lo sportello e sei in un’altra dimensione.
Ma nell’autotrasporto qualcuno mi ha detto che la passione, da sola, non basta. Ed è vero.
Bisogna essere davvero disposti a rinunciare alla famiglia, o quantomeno trovare un partner che ti capisca, ti sostenga e soprattutto faccia anche le tue veci quando non vedrai crescere i tuoi figli. Non vedrai le loro recite, il primo giorno di scuola e neppure l’ultimo. Mangi quando non hai fame, dormi quando non hai sonno, sopporti il caldo, il freddo e la maleducazione di molte persone.
E per noi donne? Io faccio il secondo autista di supporto a mio marito. Non viaggio molto e questo mi manca, ma quando ne ho avuto la possibilità ho riscontrato molte difficoltà. Oltre alla diffidenza nei confronti di una donna alla guida, da parte di chi è ancora sessista — e per fortuna sono rimasti in pochi — ci sono problemi molto più concreti, come l’assenza totale di servizi igienici in alcune aziende.
Punti di ristoro:
Rispettiamo le ore di guida, le soste e i fermi settimanali, ma mi chiedo se esistano abbastanza aree dove potersi riposare, fare una doccia e riprendere il viaggio in condizioni dignitose.
Molti colleghi, senza aria condizionata, trascorrono le ore di sosta in cabina e poi, stremati, riprendono il viaggio.
Se la legge mi impone di fermarmi, dovrebbe anche garantirmi aree di sosta idonee, sicure e gratuite.
La cosa che mi fa più arrabbiare è che durante il Covid eravamo tutti eroi. In quel momento si erano resi conto dell’importanza del nostro lavoro, svolto spesso in condizioni disumane. Oggi, invece, sembra che se ne siano dimenticati.
I camionisti hanno dimostrato, in più occasioni, di avere cuore, forza, coraggio e una grande passione. Ma hanno dimostrato soprattutto che l’unione fa la forza.
Mi auguro quindi che il pensiero comune non sia quello di mollare, bensì quello di trovare un accordo serio e duraturo nel tempo, con la collaborazione dei sindacati e del Ministro dei Trasporti, che ci permetta di continuare a svolgere il nostro lavoro nel miglior modo possibile.
In questo contesto, il Consiglio regionale della federazione, riunito in assemblea, ha deliberato di affidarmi l'incarico di Presidente di PMIA Autotrasporto UNILAVORO per la Regione Marche. Ringrazio ovviamente il Segretario Generale, Roberto Galanti, per aver proposto la mia candidatura e per essere sempre presente al fianco di noi autotrasportatori".
Marica Desideri