TEATRI CONDOMINIALI DELL'ITALIA CENTRALE RICONOSCIUTI
PATRIMONIO DELL'UMANITÀ UNESCO
Marco Fioravanti: "Nella lista dei gioiellini figura anche il Teatro Ventidio Basso, per un riconoscimento che dà ulteriore prestigio al Massimo Cittadino e alla nostra Ascoli!
Proclamazione appena avvenuta in Corea del Sud: che fantastica notizia per la nostra città, che immenso orgoglio per tutte le Marche!
Un ringraziamento alla Regione, a partire dal presidente Francesco Acquaroli, e all'On. Giorgia Latini che già da assessore aveva portato avanti questo importante percorso!"
Guido Castelli: "È particolarmente significativo che la maggior parte di questi teatri ( ben sei su dieci) sia stata realizzata nel cratere del sisma 2016. È la dimostrazione di quanto sia importante continuare a investire e sostenere la rinascita di questa parte del Centro Italia, profondamente ferita dal terremoto ma oggi protagonista di un percorso concreto di ripartenza".
Giorgia Latini: "Le Marche
sono una piccola regione, ma custodiscono una straordinaria rete di teatri
storici all’italiana, unica per densità e qualità. Qui il teatro è sempre stato
il cuore della comunità: un luogo di incontro, di cultura, di confronto e di
crescita civile. Per questo il riconoscimento UNESCO va oltre il valore
artistico e architettonico dei nostri teatri".
Le Marche raggiungono uno straordinario e unico traguardo nel percorso di
valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e architettonico: il
riconoscimento Unesco dei Teatri condominiali dell'Italia centrale consacra
definitivamente la ‘regione dei teatri’. Un risultato straordinario, frutto di
un importantissimo lavoro portato avanti in questi anni, che rappresenta un
ulteriore, prestigioso riconoscimento internazionale dell'identità culturale
delle Marche.
“Un motivo di enorme orgoglio, una grandissima emozione e un risultato storico
per le Marche e per l'intero sistema teatrale e culturale regionale e nazionale
– dichiara il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli - Questo
riconoscimento conferma il valore universale di un patrimonio unico al mondo e
rafforza l'identità delle Marche come regione dei teatri, territorio nel quale
si concentra la maggiore densità di teatri condominiali al mondo. L'iscrizione
del sito seriale nella lista a patrimonio mondiale sosterrà l’intera rete
regionale dei teatri condominiali nel percorso di valorizzazione avviato con la
candidatura UNESCO. Oggi scriviamo una pagina storica che nasce da un lungo e
rigoroso lavoro istituzionale e che porterà un richiamo internazionale
all’intera rete dei teatri storici disseminati nel territorio marchigiano e di
conseguenza a tutta la nostra Regione. Un lavoro portato avanti con il supporto
prezioso e la sinergia del Ministero della Cultura per il quale mi sento di
ringraziare il Ministro Alessandro Giuli e il Governo Meloni che ha sostenuto
questa candidatura. Voglio ringraziare anche tutti coloro che hanno reso
possibile questo risultato che rimarrà saldo nella memoria e nel cuore della
nostra comunità, a partire dalla struttura regionale e dagli esperti che vi
hanno lavorato. Altresì ringrazio il Ministero degli Affari esteri e della
cooperazione internazionale per il contributo ad un percorso di candidatura che
abbiamo avviato all'inizio della scorsa legislatura insieme all'allora Assessore
alla cultura Giorgia Latini".
Il riconoscimento è avvenuto oggi, domenica 26 luglio, nel corso della 48ª
sessione svoltasi a Busan, in Corea del Sud, dal 19 al 29 luglio 2026, durante
la quale è stato ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il
sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia
centrale’. Per la Regione Marche ha partecipato il Sottosegretario alla
Presidenza, Silvia Luconi, insieme alla Dirigente della Direzione Cultura
Daniela Tisi. L’Italia con l'iscrizione del sito mantiene così il primato
mondiale nella lista rappresentativa dell’UNESCO per il maggior numero di siti
iscritti arrivando a 62.
"Desidero innanzitutto esprimere la mia più profonda gratitudine al
Presidente Francesco Acquaroli che mi ha delegata per questo importante momento
per la nostra regione. - ha dichiarato il Sottosegretario Silvia Luconi -
Un riconoscimento che valorizza l'intera rete dei teatri marchigiani che
scaturisce da un rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale
sicuramente complesso iniziato nel 2020.
I teatri all’italiana con le Marche capofila rappresentano la nostra storia, la
nostra identità, la testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi
meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre comunità.
L’iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale non rappresenta un punto di
arrivo ma l’inizio di un rinnovato impegno per la tutela, la conservazione e la
trasmissione dei valori racchiusi in questo patrimonio diffuso che abbiamo la
fortuna di custodire nelle Marche. Un messaggio esce molto forte: quello
dell’importanza della cooperazione internazionale, del dialogo tra culture e
della responsabilità condivisa nella salvaguardia dei beni che testimoniano la
ricchezza e la diversità della nostra civiltà".
Le Marche custodiscono una concentrazione di teatri storici unica nel panorama
nazionale. Diffusi nei borghi e nelle città della regione, questi edifici
furono realizzati tra il XVII e il XIX secolo secondo la peculiare formula del
teatro condominiale, finanziato attraverso l'acquisto dei palchi da parte delle
famiglie locali. Per secoli hanno rappresentato non solo luoghi di spettacolo e
cultura, ma anche motori di sviluppo economico, sociale e identitario delle
comunità.
Nati infatti per mezzo della partecipazione diretta dei cittadini, che ne
condividevano proprietà, gestione e fruizione, hanno dato un apporto decisivo
alla crescita della vita culturale e sociale dei territori. Costituiscono un
patrimonio diffuso, fatto di edifici di raffinata eleganza e di una tradizione
civica che ha trasformato il teatro in un elemento distintivo dell’identità
delle comunità.
Il riconoscimento UNESCO costituisce un'opportunità straordinaria sotto
molteplici aspetti: rafforza la visibilità internazionale del patrimonio
culturale marchigiano, favorisce nuove azioni di tutela e conservazione,
incrementa l'attrattività turistica dei territori e promuove attività di
ricerca, studio e formazione. Un riconoscimento che valorizza che l'intera rete
dei teatri storici delle Marche, consolidando il ruolo della regione come uno
dei più importanti paesaggi culturali europei dedicati all'arte teatrale.
Con questo traguardo, le Marche vedono riconosciuta a livello internazionale
una tradizione che da oltre tre secoli vive grazie all'impegno delle comunità
locali, delle amministrazioni, delle istituzioni culturali e di tutti coloro
che hanno contribuito a preservare e tramandare la magia del teatro come
patrimonio vivo, condiviso e identitario.
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il
supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la
Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio UNESCO. Alle
attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed
Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e
alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha
conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha inoltre beneficiato del
sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,
che ha curato i rapporti con l’UNESCO.

