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Panoramica

BIM: "Una strategia integrata per valorizzare i prodotti tipici del Piceno"

BIM: "Una strategia integrata per valorizzare i prodotti tipici del Piceno"

Oliva Ascolana del Piceno DOP, Tartufo bianco pregiato, castagne e marroni

Il Bim Tronto lancia una serie di progetti ambiziosi per favorire la propagazione certificata dell'Ascolana
tenera (alla base del Disciplinare di produzione Oliva Ascolana del Piceno DOP) e lo sviluppo di politiche
volte a promuovere eccellenze come castagne, marroni e tartufo
Ascoli Piceno, 13 aprile 2026 – Il Bim Tronto conferma il suo importante impegno in
prima linea per favorire lo sviluppo e la valorizzazione del Piceno, comprendendo
tutte le peculiarità che rientrano al suo interno.
Attraverso la preziosa sinergia con l'Università Politecnica delle Marche e Amap, il
Bim Tronto riuscirà a favorire la realizzazione di una filiera vivaistica integrata,
certificata e sostenibile per la produzione di piante di Ascolana tenera (che è alla
base del Disciplinare di produzione Oliva Ascolana del Piceno DOP), combinando
tecnologie tradizionali e innovative, con l’obiettivo di supportare la competitività
della filiera e, in futuro, di includere altre varietà di olivo per garantire l'autonomia
vivaistica regionale e la conservazione della biodiversità agraria marchigiana. A ciò
inoltre andranno ad aggiungersi ulteriori e nuove strategie volte a valorizzare altri
prodotti tipici quali castagne, marroni e tartufo.
“Il territorio Piceno permette al turista di passare agevolmente dal mare alla
montagna – commenta Luigi Contisciani, presidente del Bim Tronto. - Il turismo
resta sempre tra i principali obiettivi del Bim Tronto. Quello secondario, invece, è
l'agricoltura e gli aspetti che la circondano. Su questa stiamo investendo molto.
Insieme all'Università Politecnica delle Marche e all'Amap, partiremo con questa
progettualità che permetterà di rafforzare il vivaismo olivicolo regionale per
l’Ascolana tenera. Siamo la patria della produzione di Oliva Ascolana del Piceno
DOP alla cui base c’è proprio l’impiego dell’Ascolana tenera, ma serve un vivaio nel
territorio dove poter trovare piante certificate di questa varietà.
Consorzio del Bacino Imbrifero del Fiume Tronto – Via Alessandria, 12 - 63100 Ascoli Piceno
www.bimtronto-ap.it; pec: info@pec.bimtronto-ap.it; mail: info@bimtronto-ap.it;
tel. 073643804
L’altra importante progettualità che svilupperemo è quella legata a marroni e
castagne che sono presenti all'interno del 95% del territorio Piceno. Anche questo
prodotto rappresenta un'eccellenza e crediamo possa diventare un rilevante volano
per opportunità lavorative sul territorio.
Altro progetto infine è quello legato al Tartufo Piceno. A Venarotta avvieremo una
prova sperimentale di coltivazione del tartufo bianco pregiato in cui verranno
impiegate piante micorizzate prodotte presso il centro di tartuficoltura di Amandola.
Come ben sappiamo il tartufo nero è coltivabile, mentre quello bianco no. Ecco
quindi che inizieremo questa sperimentazione in uno dei nostri comuni che fanno
parte dell'Associazione nazionale Città del Tartufo. L’obiettivo è quello di valorizzare
queste aree per offrire sempre più un prodotto unico e certificato del nostro
territorio”.
Il progetto per la produzione di piante di Ascolana tenera rappresenta una risposta
strategica, innovativa e sostenibile alle criticità storiche della filiera vivaistica
olivicola marchigiana, nel caso specifico per sopperire alla mancanza di piante
certificate per la produzione di Oliva Ascolana del Piceno DOP. Una produzione di
eccellenza profondamente radicata nell'identità agraria e culturale delle Marche.
L'intervento previsto integra due approcci complementari (propagazione
convenzionale e micropropagazione) creando sinergie territoriali tra soggetti pubblici
(Amap), accademici (Università Politecnica delle Marche) e privati, che
rappresentano la formula ottimale per la generazione di ricadute socio-economiche
concrete e la tutela della biodiversità agraria.
Allo stesso tempo, attraverso una convenzione siglata, si andrà a favorire la
conduzione di un'attività di ricerca finalizzata a verificare l’idoneità fitosanitaria e
l’identità varietale di accessioni di castagne e marroni delle Marche che saranno
introdotte all’interno del campo catalogo castagno.
Infine, si provvederà altresì a contribuire alla definizione di un modello di
coltivazione sostenibile del tartufo bianco pregiato nel Piceno, attraverso lo studio
integrato degli ambienti produttivi naturali e il confronto con siti non produttivi, al
fine di individuare indicatori ecologici, vegetazionali e gestionali utili alla
progettazione di nuovi impianti tartufigeni e alla riqualificazione delle aree vocate.
Consorzio del Bacino Imbrifero del Fiume Tronto – Via Alessandria, 12 - 63100 Ascoli Piceno
www.bimtronto-ap.it; pec: info@pec.bimtronto-ap.it; mail: info@bimtronto-ap.it;
tel. 073643804
“Questi progetti coniugano le tipicità, espressione autentica della cultura del
territorio, con l’innovazione, elemento imprescindibile per garantire competitività e
sostenibilità economica e sociale alle nostre imprese – spiega Renato Frontini,
presidente AMAP- Ascolana tenera, tartufo bianco pregiato e marroni rappresentano
una significativa diversificazione produttiva che, oltre a incrementare l’attrattività
turistica del territorio, risponde all’esigenza di multifunzionalità dell’impresa
agricola, contribuendo a proteggerla dalle oscillazioni dei mercati legati alle colture
tradizionali marchigiane. Tali progettualità possono, altresì, concorrere alla
valorizzazione delle aree interne della regione, favorendo l’emergere di nuove
opportunità imprenditoriali e stimolando l’iniziativa dei giovani.
AMAP, con il supporto del BIM e in collaborazione con UNIVPM, si impegnerà
affinché queste iniziative producano fin da subito ricadute concrete e misurabili sui
territori e, in particolare, sul sistema delle imprese agroalimentari.”
La messa a punto di un protocollo di micropropagazione per l’Ascolana tenera
consentirà di superare alcune limitazioni della propagazione convenzionale –
commenta Enrico Maria Lodolini, Prof. Associato dell’Università Politecnica delle
Marche – Tale tecnica permette di velocizzare la produzione di piante a 10-12 mesi,
aumentare il tasso di moltiplicazione, ottenere uniformità genetica, fitosanitaria e
qualitativa del materiale propagato e consentire la conservazione ex situ del
germoplasma. Le attività di ricerca saranno svolte presso il laboratorio di
micropropagazione allestito presso la sede di Ascoli Piceno del corso di Laurea
‘Sistemi Agricoli Innovativi’ (SAI) del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e
Ambientali dell’UNIVPM e i risultati consentiranno di porre le basi per una futura
filiera di produzione di piantine micropropagate certificate in collaborazione con
Amap e i vivai locali.
Lo studio dei fattori ambientali ed ecologici è fondamentale per comprendere i
meccanismi che regolano la produzione del tartufo bianco, specie altamente esigente
alle condizioni del suolo, del clima e della vegetazione associata - sottolinea Ivan
Castelli, ricercatore dell’Università Politecnica delle Marche. L’analisi integrata di
questi elementi consente di individuare gli indicatori chiave di produttività, utili sia
per migliorare la gestione e la conservazione degli habitat naturalmente vocati, sia
per replicare tali condizioni in contesti di nuova realizzazione. Questo approccio
permette infatti di proiettarci verso tartufaie coltivate, riducendo l’incertezza
produttiva e contribuendo alla valorizzazione economica e ambientale dei territori
interessati.
Consorzio del Bacino Imbrifero del Fiume Tronto – Via Alessandria, 12 - 63100 Ascoli Piceno
www.bimtronto-ap.it; pec: info@pec.bimtronto-ap.it; mail: info@bimtronto-ap.it;
tel. 073643804
Il recupero della biodiversità, soprattutto delle varietà di castagne a forte rischio di
erosione genetica e la conservazione all’interno di un campo catalogo, chiude infine
Sergio Murolo, Prof. Associato dell’Università Politecnica delle Marche ,effettuato
negli anni grazie alla stretta collaborazione tra AMAP e D3A, garantiranno la
sopravvivenza di “piante madri” geneticamente certe ed esenti dalle principali
problematiche fitosanitarie. Il campo catalogo biodiversità castagno marchigiano,
oggi sostenuto anche dal BIM e dal Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga,
costituirà sempre più un punto di riferimento a livello regionale ma con forte
collegamento con gli altri campi catalogo biodiversità a livello nazionale.
L’eccellenza scientifica è garantita dai laboratori del D3A, responsabili delle attività
di diagnostica e monitoraggio.