Nelle numerose malattie che colpiscono la mucosa delle vie respiratorie (dette comunemente malattie da raffreddamento oppure influenza, tipicamente stagionali) queste ciglia mobili giocano un ruolo importante.
Ebbene sì, la mucosa delle vie respiratorie (naso, laringe, trachea, bronchi) è caratterizzata dalla copertura superficiale di cellule dotate di peluzzi che si muovono tutti insieme, sincronizzati, come le spighe del grano maturo quando tira vento, o come le onde del mare. La loro funzione è quella di spostare il muco verso la gola, da dove, raschiando tossendo o starnutendo, può essere espulso, o anche ingoiato. Il muco serve, insomma, a tenere pulite le vie respiratorie, allontanando tutte le particelle introdotte con l’aria che respiriamo, come pure i microbi che vi proliferano. Il movimento delle ciglia è il motore del tappeto mobile mucoso.
Nelle numerose malattie che colpiscono la mucosa delle vie respiratorie (dette comunemente malattie da raffreddamento oppure influenza, tipicamente stagionali) queste ciglia mobili giocano un ruolo importante. Infatti, quando stiamo in mezzo alla gente che (colpevolmente) va in giro anche quando è affetta da una di queste malattie, la prima difesa, sempre attiva, è proprio il muco che ingloba le microscopiche goccioline emesse da chi tossisce, starnuta, o anche semplicemente respira. Sono queste goccioline che trasferiscono, da malato a sano, i virus che causano le malattie delle prime vie respiratorie. Il muco funziona come un nastro trasportatore che rispedisce il materiale infetto all’esterno o, se ingoiato, lo sterilizza nell’acido dello stomaco.
Quando l’infezione attecchisce, i virus proliferano nelle cellule della mucosa e si diffondono con le goccioline emesse dal malato. Tutti i sintomi di queste malattie non sono altro che la reazione della mucosa all’invasione virale. Febbre, tosse, raucedine, starnuti, sono i segni di questa lotta che l’organismo intraprende nel tentativo di liberarsi dell’invasione. Ma il sintomo principale non è percepibile, ed è la paralisi del movimento delle ciglia a causa della morte delle cellule cigliate. Per questo il muco ristagna nelle vie respiratorie ed ha bisogno di tosse e starnuti per essere allontanato. Purtroppo niente funziona bene come il nastro trasportatore del muco. E’ come usare per la pulizia del pavimento una scopa di saggina invece dell’aspirapolvere. E la malattia continuerà a produrre i suoi fastidi finché le cellule non si saranno riprodotte e le ciglia non avranno ripreso la loro fondamentale funzione. Ci vogliono molti giorni, anche perché i microbi che abitano nelle vie respiratorie e che si nutrono del muco e dei detriti delle cellule morte, hanno l’occasione di proliferare allegramente e diventano anch’essi aggressivi. Questa è la causa delle complicazioni più severe (bronchite, broncopolmonite), come pure del prolungarsi della malattia oltre i soliti quattro o cinque giorni. Per fortuna contro questa seconda fase (annunciata dalla trasformazione del materiale espulso che diventa, da muco chiaro, mucopus denso e verdastro) abbiamo gli antibiotici che combattono la proliferazione microbica, mentre invece sono inutili nella prima fase virale. L’azione degli antibiotici è contrastata dalla capacità dei microbi di selezionare forme resistenti. L’uso improprio degli antibiotici ha obbligato la ricerca farmaceutica a produrne continuamente di nuovi. La gravità della situazione è data da infezioni gravi contro cui non ci sono antibiotici efficaci.
Perciò raccomandiamoci alle ciglia delle cellule della mucosa e alla loro umile ma indispensabile funzione.
(dr.KAROL, Carlo CAPPELLI)