(Search of Extra Terrestrial Intelligence) Il futuro ci dirà se esiste davvero.
Torniamo a parlare di questo importante programma di ricerca astronomica. E’ fondato sull’evidenza che devono esserci nell’universo molte specie evolute come la nostra, dotate d’intelligenza. D’accordo, ma quante? e dove sono, visto che non si è mai avuta traccia della loro esistenza?
Se si prendono in considerazione le incredibili distanze tra le stelle, si capisce subito che le leggende di visite sulla Terra di esseri intelligenti sono tutte bufale. Anche ammettendo mezzi di trasporto eccezionali che viaggiano a velocità di migliaia di chilometri al secondo, occorrerebbero decine di anni per andare da una stella all’altra. E poi come trovare quella giusta dove dirigersi? E’ evidente che bisogna prima avere la capacità di individuare dove vivono questi esseri intelligenti. L’unica possibilità è quella di captare nello spazio segnali come le onde radio. Noi da un secolo circa ne siamo capaci, ma potrebbero esistere civiltà che sono giunte a questo risultato migliaia di anni fa. Si tratterebbe comunque di segnali debolissimi, date le distanze.
Diversi scienziati sono convinti che una civiltà del livello della nostra sia probabilmente unica in una galassia (fatta di 100/200 miliardi di stelle). E’ impensabile che segnali radio possano essere ricevuti da una galassia all’altra (si tratta di coprire distanze dell’ordine dei milioni di anni luce!).
E allora si può tranquillamente concludere che, secondo le attuali conoscenze, per ricevere questi segnali occorrerebbe la fortunata circostanza di non essere unici ad essere intelligenti nella nostra galassia, che una civiltà, molto più progredita della nostra, si trovi in una stella vicina al Sole e, per di più, sia capace di emettere segnali radio potentissimi.
Per ora un caso fortunato come questo non si è realizzato. Il futuro ci dirà se esiste davvero. Con la tecnologia attuale è inutile comunque continuare ad ascoltare, per cui il programma SETI è stato interrotto.