Le ‘nebulose’ sono ammassi di stelle isolati nello spazio, grandi come la nostra Via Lattea.
Esattamente un secolo fa, a metà degli anni ’20 del ‘900, entrava in funzione il telescopio di Monte Wilson in California, il più grande del mondo per allora, e l’idea che l’universo fosse costituito dall’insieme delle stelle visibili in cielo crollò. Si sapeva che queste stelle formano un enorme disco, fino a quelle appena distinguibili nella striscia detta Via Lattea, le più lontane, e che il nostro Sole non è che una delle tante, a metà strada tra il centro del disco e il suo orlo esterno. Tra le stelle c’erano anche fiocchetti di luce, detti ‘nebulose’, ma i più ritenevano che fossero ammassi di gas illuminati dalle stelle vicine. Proprio questa convinzione fu spazzata via dal nuovo potente telescopio: la maggior parte delle cosiddette ‘nebulose’ erano formate anch’esse di stelle, ma così lontane da non poter essere riconosciute fino ad allora come tali. Ma quanto lontane? Si deve alla genialità di due donne se fu possibile misurare questa distanza che risultò dell’ordine dei milioni di anni luce, mentre la nostra Via Lattea si sapeva avere un diametro di circa 100 mila anni luce. Dunque le ‘nebulose’ non erano che ammassi di stelle isolati nello spazio, grandi come la nostra Via Lattea. Ce ne erano migliaia e migliaia, in ogni direzione. Con un’iperbolica capriola, l’universo risultava gigantesco e sterminato. Queste isole di stelle vennero da quel momento chiamate galassie.
Ma non era tutto. Si scoprì anche che le galassie si allontanavano da noi, tanto più velocemente quanto più erano distanti. L’universo non era soltanto sterminato, ma si stava espandend0. Non c’era altra spiegazione. Nota la velocità di espansione, fu possibile affermare che nel passato l’universo era più denso e più piccolo. Non solo, ma doveva aver avuto un inizio 13,8 miliardi di anni fa. Un inizio brusco, esplosivo, tanto che chi contestava queste conclusioni coniò il termine di Big Bang, la grande esplosione che aveva dato il via al tempo e allo spazio.
Successive scoperte hanno confermato questa visione che ormai non ha più oppositori.
dott. Karol (CARLO CAPPELLI)