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LEGA PRO, IL DERBY MARCHIGIANO VA ALL'ASCOLI CALCIO

LEGA PRO, IL DERBY MARCHIGIANO VA ALL'ASCOLI CALCIO

Derby amaro al Riviera: la Samb cade all'89°. L'Ascoli ringrazia e vola

Il verdetto del "Riviera delle Palme" è un colpo al cuore per il popolo rossoblù: il derby marchigiano va all'Ascoli, che passa per 1-0 grazie ad una zampata di Simone Corazza proprio a fine partita. Una beffa atroce per una Samb che, nonostante l'inferiorità numerica per quasi mezz'ora nel secondo tempo, aveva accarezzato l'idea di strappare un punto d'oro.

Fattore espulsione: l’arbitro Poli protagonista. Il match ruota attorno all'episodio chiave del secondo tempo. Al minuto 65, l'arbitro Alberto Poli di Verona decide di estrarre il secondo giallo nei confronti di Alessandro Dalmazzi. Un'espulsione che ha sollevato non poche polemiche: un "cavillo" regolamentare che ha lasciato la Samb in dieci proprio nel momento di maggiore fatica atletica degli uomini di Boscaglia.

Fino a quel momento, i padroni di casa infatti avevano onorato lo striscione della Curva Cioffi — "Cuore, grinta e sudore" — giocando un primo tempo di altissimo livello, forse il migliore della stagione per intensità.

Mister Francesco Tomei ha saputo però leggere l'inerzia della gara. Dopo un primo tempo di studio, l'Ascoli ha alzato i giri del motore sfruttando al meglio i suoi gioielli in panchina. Gli innesti di Silipo, Pagliai e Milanese hanno dato nuova linfa ai bianconeri, ma è stato l'ingresso di Simone Corazza a risultare letale.

All'89°, appena due minuti dopo il suo ingresso, l'attaccante si è avventato su un pallone vagante sul secondo palo, punendo Cultraro. Proteste rossoblù per un presunto fuorigioco, ma la posizione di Corazza è parsa regolare, tenuto in gioco da un errore di posizionamento di Parigini.

Eppure il "Riviera" si era presentato con l'abito delle grandi occasioni: 10.806 spettatori, un muro umano che ha spinto la squadra fino alla fine, sopperendo purtroppo solo in parte all'uomo in meno in campo. Se l'incasso sorride alle casse della società, la classifica continua a piangere, con l'incubo retrocessione che appare farsi sempre più concreto.

Perché a sette giornate dal termine, la situazione resta critica. Il calendario corre verso il 26 aprile e il tempo per gli esperimenti è finito.