Spettacolo indecoroso al Riviera: con lo Spezia la Samb sprofonda senza lottare.
Ora basta alibi. Altro che salita, qui siamo già alla libera ruzzolata verso il fondo. Se dopo la battuta d'arresto di Sassari parlavamo con amarezza di un cammino in salita, oggi la realtà ci sbatte in faccia un dato ancora più spietato: un punto in tre partite e diciottesimo posto in classifica su venti.
La Samb non sta semplicemente faticando, rischia di scivolare senza freni verso un baratro calcistico. Lasciare al Riviera di San Benedetto il dominio assoluto allo Spezia è stato un atto di resa inaccettabile. Come si può permettere a una compagine ampiamente "resistibile" di passeggiare nella metà campo rossoblù, fare il bello e il cattivo tempo e ballare la rumba nell'area di rigore fino a provocare l'ennesimo harakiri sotto forma di autogol?
Se non fosse stato per un superbo Titas Krapikas — autentico baluardo e unico meritevole di nota dell'undici di Boscaglia — parleremmo di un pallottoliere. Le ammissioni dello stesso mister avversario Marco Turati, che ne conosce bene il valore, ne sono la conferma: Krapikas ha evitato un'umiliazione di proporzioni storiche. A chi cerca conforto nelle sfortune o nelle recriminazioni, la realtà dei fatti risponde con impietosa concretezza. Peraltro i numeri della gara non mentono, fotografano un monologo imbarazzante:
Possesso palla: Spezia 76% - Samb: 24%
Passaggi: Spezia 90% - Samb: 64%
Tiri verso fondo campo: Spezia: 19 - Samb: 3
Tiri in porta: Spezia 7 - Samb: 2
Gol prevedibili da ciascuna azione in profondità: Spezia: 1,46 - Samb: 0,27
Occasioni da gol: Spezia 3 - Samb: 0
Calci d'angolo: Spezia 12 - Samb: 1
Cartellini gialli: Spezia: 0 - Samb: 3
È inutile arrampicarsi sugli specchi o sbandierare la direzione di gara dell'arbitro Luongo. L'atteggiamento furente di mister Roberto Boscaglia a fine partita — sfociato in un'espulsione per le proteste sul mancato recupero e sui troppi falli dello Spezia sorvolati — rischia di ridursi in un capro espiatorio. L'arbitraggio non può essere un alibi per nessuno. Non lo sia per la squadra, priva di ritmo, velocità e cattiveria agonistica. E non lo sia, soprattutto, per la Società
La dirigenza ha voluto di smantellare e rivoluzionare da cima a fondo l'ossatura della passata stagione, capace quantomeno di portare a casa una salvezza risicata senza passare dalle forche caudine dei play-out. Ora i risultati di questa "rivoluzione" lasciano molto a desiderare.
Sabato 12 settembre la Samb è attesa dallo scontro diretto di Pineto. Senza un cambio immediato di mentalità e una sterzata tattica decisa, la stagione rischia di essere compromessa fin dall’inizio. Si metta al lavoro, mister Boscaglia: da ora non si scherza più.
(di Giuseppe BUSCEMI)