Samb, il film è sempre lo stesso. E l’Arezzo vince grazie a un rigore e ad una ingenuità da dilettanti
La maledizione continua per i rossoblù. La sconfitta al debutto di Mancinelli è amara, ma non basta recriminare: quando il pallone non entra e la difesa "si imbroglia" in modo plateale, i punti restano chimere.
La Sambenedettese torna a casa da Arezzo con l'ennesimo zero in classifica e la sensazione che, in questa stagione, la sfortuna non sia un evento, ma una costante. Non basta il buon gioco sbandierato dai cronisti locali: la nuda e cruda verità è che la squadra ha perso, e lo ha fatto per l'ennesima volta non capitalizzando le occasioni e, peggio ancora, cadendo vittima di un errore difensivo che grida vendetta.
Il debutto in panchina per l'esordiente Marco Mancinelli, subentrato al contestato dalla Società Ottavio Palladini dopo il disastro in Coppa Italia, non poteva essere più sfortunato. I circa 450 irriducibili tifosi al seguito si aspettavano un segnale, almeno un punto, ma hanno dovuto ingoiare un boccone amarissimo, maturato nel momento cruciale del secondo tempo.
Al minuto 56 ecco l'episodio che ha deciso la partita. Non si tratta di un'ingiustizia arbitrale, ma di un'ingenuità difensiva sconcertante. Con la difesa schierata, i rossoblù riescono a "imbrogliarsi" sulla trequarti. L'Arezzo è bravo ad approfittare, l'esterno d’attacco Emiliano Pattarello si infila e, a ridosso dell'area, viene steso dal già ammonito Filippo Tosi.
Il fischio dell'arbitro Rispoli di Locri è lapidario: rigore ed espulsione immediata per Tosi, lasciando la Samb in dieci uomini la restante mezz'ora. Inutile il tentativo disperato di Mancinelli di invocare l'FVS (Football Video System): la frittata è fatta, frutto di una disattenzione che a certi livelli è imperdonabile.
Nemmeno le (ineleganti) proteste di Cultraro, che anch’egli rimedia un giallo per aver tentato di innervosire il rigorista sulla linea di porta, servono a cambiare l'esito. Pattarello spiazza il portiere. Così l'Arezzo, pur senza aver dimostrato una supremazia schiacciante, si ritrova in vantaggio e con una preziosa vittoria che lo riporta capolista.
La "morale della favola" è sempre la stessa, ma andrebbe riscritta con toni più duri: giocare bene senza concretezza, e con una difesa così disattenta nei momenti chiave, non solo serve a poco, ma regala punti preziosi agli avversari. Questa vittoria, per l'Arezzo, sarà pure considerata immeritata, ma per la Samb è una sconfitta che pesa il doppio: sul morale e sulla classifica.
IL TABELLINO
AREZZO (4-3-3): Venturi, Guccione, Shaka Mawuli, Pattarello (GOL SU RIGORE), Djamanca, Gilli, Chiosa, Tavernelli, Chierico, De Col, Righetti. Allenatore: Cristian Bucchi. A disp. Trombini, Galli, Tito, Meli, Gigli, Arena, Sussi, Perrotta, Iaccarino, Ravasio.
SAMB (4-2-3-1): Cultraro, Zoboletti, Zini, Dalmazzi, Tosi (ESPULSO), M. Toure, Candellori, Konate, Sbaffo, Marranzino, Eusepi. Allenatore: Marco Mancinelli. A disp. Grillo, Zanetti, Chelli, Lulli, Battista, Vesprini, N. Toure, Alfieri, Napolitano, Martins, Iaiunese, Scafetta.
AMMONITI: M. Toure, Tosi (S), Cultraro (S), Iaccarino (A) ESPULSO: Tosi (S) al 56° per doppia ammonizione.
(di Giuseppe BUSCEMI)