UNA CURA CONTRO IL CORONAVIRUS, LA PAROLA AL DOTTORE

E’ mia intenzione tenere aggiornato chi segue questa rubrica sui progressi nella cura della Covid-19 (questo termine indica la malattia, quindi è di genere femminile). Il controllo decisivo si avrà con la produzione di un vaccino efficace, obiettivo delle ricerche di numerosi laboratori nel mondo, ma fino ad allora la malattia potrà essere contrastata soltanto con farmaci e con procedure di assistenza respiratoria nei casi gravi.

   Come ormai tutti sanno, i virus non sono cellule viventi, ma materiale genetico che, penetrato in una cellula, è capace di obbligare questa a produrre copie di se stesso. Saturata la cellula, le copie vengono liberate e infettano altrettante cellule.

   La ricerca farmacologica si è indirizzata verso tre obiettivi:

  • Bloccare la replicazione del virus. In diversi modi si sono prodotti farmaci che inceppano la procedura di replicazione dentro la cellula. In questo modo la diffusione del virus nell’organismo ospite viene rallentata e le capacità difensive possono avere il sopravvento.
  • Prevenire l’ingresso nelle cellule. Il Coronavirus possiede una specie di gancio che gli permette di attaccarsi alla cellule-bersaglio da infettare (spike: arpione). I meccanismi difensivi producono un anticorpo diretto proprio contro questi ‘arpioni’ e rendono quindi il virus una particella inoffensiva che, anche se penetrata nell’organismo con il respiro, diventa inerte. Una delle terapie più efficaci è risultata iniettare plasma di malati guariti, ricco di questi anticorpi, e fermare così i virus circolanti, prima che infettino altre cellule.
  • La trasformazione della malattia iniziale da Coronavirus (una specie di raffreddore) in una forma letale di polmonite è dovuta a una risposta eccessiva dell’apparato immunitario dell’ospite che provoca l’inondazione del polmone con fluidi infiammatori e cellule morte, impedendo il normale scambio dei gas respiratori. Alcuni farmaci riescono a moderare questa risposta e ad impedire pertanto il danno polmonare.

Come si può notare, non è stato ancora trovato un farmaco antivirale risolutivo. Ogni terapia mira ad attenuare i danni provocati dal virus, più che eliminarlo dall’organismo. Perciò è importante la somministrazione dei farmaci nelle prime fasi della malattia. Soltanto un vaccino efficace impedirà l’insorgere dei sintomi in chi non ha ancora incontrato il virus.

dottor Karol (Carlo CAPPELLI)





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