ULIP ASCOLI, REDDITO DI CITTADINANZA: I DATI DEI PRIMI DIECI MESI DEL 2021

In relazione ai dati dell’Osservatorio sul reddito di cittadinanza INPS, la UILP di Ascoli Piceno ha rielaborato gli stessi analizzandoli rispetto alla realtà locale.

Secondo il dato nazionale a ottobre 2021 sono state 1.357.171 le famiglie beneficiarie del reddito o della pensione di cittadinanza con un importo medio del sussidio di 544 euro.

A ottobre la spesa è stata pari a 739,07 milioni per oltre 1,35 milioni di famiglie e un importo medio di 544 euro.

Sempre nei primi dieci mesi dell’anno sono stati spesi per reddito e pensione di cittadinanza oltre 7,27 miliardi.

Nella Regione Marche i Nuclei Familiari percipienti il reddito e pensione di cittadinanza, nel periodo in esame, sono stati 13.111 pari al 1.3% del dato nazionale (lo scorso anno la percentuale era dell’1.4 quindi in diminuzione).

In diminuzione il numero dei richiedenti che passa da 48.607, con un importo medio mensile di euro 446,44, a 46.121 ed importo mensile di euro 465,58.

Nella provincia di Ascoli Piceno il valore percentuale resta costante allo 0.2% mentre il valore assoluto passa da 2.997 richieste dell’anno precedente alle attuali 1.836 (meno 1.161 richieste).

Nella nostra Regione il solo Reddito di Cittadinanza passa da 45.595 cittadini interessati, dello scorso anno, a 43.169; gli importi mensili percepiti sono di euro 484,14 dello scorso anno agli attuali 499,96. Importi inferiori al dato nazionale poiché quelli dello scorso anno risultano essere di 566,58 euro e quelli attuali sono di 578,45 euro.

Circa la Pensione di Cittadinanza si passa da 3.012, persone coinvolte, con un importo medio mensile di euro 227,53, a 2.952, importo di euro 244,86.

Importi anche in questo caso inferiori al dato nazionale che risulta essere di euro 251,91 per lo scorso anno e di euro 271,10 per il corrente.

Infine sul Reddito di Emergenza nelle Marche, in virtù del D.L. n.41/2021, risultano coinvolte 20.523 persone con un importo medio di euro 526,61 e 18.770 per il D.L. n. 73/2021, importo di euro 520,28.

La provincia di Ascoli Piceno presenta 2.726 persone per il D.L. n.41/2021, importo medio euro 540,78, e 2.422 persone in virtù del D.L. n.72/2021, importo medio di 532,44 euro.

Infine l’analisi della UILP di Ascoli Piceno ha analizzato anche i dati del mese di settembre u.s. sui nuclei percettori del reddito di cittadinanza/pensione dove si evince:

  • Ascoli Piceno reddito di cittadinanza 510 persone coinvolte con un reddito medio di euro 496,92; reddito di pensione 348 persone con euro 256,62;
  • Regione Marche reddito di cittadinanza 311 persone con euro 499,21; reddito di pensione 2.428 persone con euro 248,77.

Commento

I dati dimostrano che siamo difronte ad una situazione in forte evoluzione.

Sicuramente la riduzione del numero percipienti è legata alla ripresa post covid ma anche a tante richieste respinte o decadute per mancanza di requisiti nonché alle recenti azioni delle forze dell’ordine tese a stanare furbetti e non aventi diritto.

L’80% delle persone interessate sono di lavoratori italiani, nutrita è la presenza di extra comunitari con permesso di soggiorno.

La crisi della nostra provincia nonostante la ripresa resta tale specie nel manifatturiero. Infatti sono 5.148 i fruitori del reddito di emergenza ovvero di una misura straordinaria di sostegno al reddito istituita dal decreto Rilancio in favore dei nuclei familiari in difficoltà.

Sul reddito di cittadinanza esiste un problema di controlli poiché fatti ex post, ossia dopo che la domanda è stata presentata e il reddito è stato recepito.

È un sistema basato sull’autocertificazione del richiedente (attestazione ISEE su redditi dichiarati).

Nessuno può scoprire l’evasore in via ex ante. Una volta erogato il reddito è complicato tornare indietro.

È un meccanismo pieno di storture e meandri. Esempio si autocertifica di essere libero cittadino quindi manca il collegamento di verifica tra Inps, ministero di Giustizia, Comuni. L’Inps non è in grado di fare i controlli previsti.

Con la legge di bilancio si vogliono rafforzare i controlli preventivi, con l’incrocio delle banche dati anagrafiche e i patrimoni anche esteri, si renderanno più stringenti le sanzioni e si introdurranno nuovi reati che comporteranno la decadenza dal beneficio.

Inoltre sarà introdotto il principio che alla seconda offerta di lavoro rifiutata, si perde il diritto alla percezione del reddito.

Sono soluzioni importanti ma è vitale la sinergia delle banche dati, delle verifiche a monte accertando anche la reale composizione del nucleo familiare.

Occorre evitare di erogare la prestazione a chi non ha diritto penalizzando, invece, chi è in reale difficoltà. Occorre un sistema esigibile ed equo dal punto di vista sociale.

Infine c’è la grande questione dell’incrocio con il lavoro attivo.

Ovvero chi è in difficoltà riceve il sussidio e dopo un percorso formativo, deve tornare nel circuito lavorativo.

Il sistema attuale, invece, è un cocktail tra persone indigenti e coloro che con le politiche attive sul lavoro dovrebbero essere ricollocate.

Purtroppo la formazione e le politiche attive non sono mai decollate.

Il Reddito di cittadinanza è rimasto più una misura di aiuto alla povertà non alla ricerca attiva del lavoro.




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