UIL BIANCHINI, GLI INFORTUNI SUL LAVORO IN ITINERE NELLE MARCHE

GLI INFORTUNI SUL LAVORO IN ITINERE NELLE MARCHE. DI GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PICENO SICUREZZA SUL LAVORO 

Giovedì 3 giugno hanno perso la vita 9 lavoratori, il triplo rispetto alla media dei morti di lavoro registrati quotidianamente. Una strage passata quasi sotto silenzio, perché 7 delle 9 vittime sono morte tornando a casa dal lavoro. Tecnicamente sono “infortuni in itinere”, riconosciuti dall’Inail ma poco considerati sia dai media sia dalle istituzioni quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro.

L’infortunio ‘in itinere’ è quello accaduto al lavoratore durante il normale percorso di andata e ritorno dall’abitazione al posto di lavoro, o durante il normale tragitto che collega due luoghi di lavoro (in caso di rapporti di lavoro plurimi), o durante il normale percorso di andata e ritorno da luogo di lavoro a quello di consumazione dei pasti (qualora non esista una mensa aziendale).

Nella Regione Marche nel primo quadrimestre del c.a. ci sono stati 5.295 infortuni (+ 185 casi sullo stesso periodo dell’anno precedente). Di questi 588 sono infortuni in itinere (+26 casi). 

234 sono accaduti senza mezzi di trasporto e 324 con mezzi di trasporto. Nel periodo precedente erano stati rispettivamente 179 e 353.

I dati degli infortuni in itinere nei settori:

industria 134; artigianato 56; terziario 26; altre attività 69; non determinate 101.

Circa la provenienza 446 sono di lavoratori italiani; 15 di lavoratori di area U.E, e 97 di extra U.E.

Sulle differenze di genere 263 sono donne (di cui 131 senza mezzi di trasporto e 152 con mezzi di trasporto);

275 di uomini (di cui 103 senza mezzi di trasporto e 172 con mezzi di trasporto).

Infortuni mortali in itinere 

1 senza mezzi di trasporto, nel settore industria e servizi, trattasi di lavoratore italiano, uomo; nel periodo precedente erano 2.

Commento 

Nella nostra regione gli infortuni mortali su strada sono circa il 10% di tutti gli infortuni. Occorrono idonee politiche e strategie di prevenzione, pubbliche e private, analizzando al meglio questa tipologia d’infortuni. 

A livello nazionale circa metà degli infortuni mortali professionali avvengono su strada, una gran parte di questi avviene in itinere. 

Si ricorda che non tutte le denunce sono assicurativamente indennizzabili o perché la persona non era tutelata o perché la richiesta è stata presentata, ma non c’erano i presupposti, per esempio non era di origine lavorativa.  

Dati e analisi importanti sono gli infortuni in occasione di lavoro anche se legati alla circolazione e viabilità dove si può intervenire. 

Parliamo d’infrastrutture stradali, di segnaletica. 

Emblematiche sono le vicende che da oltre un anno vedono coinvolte l’autostrada A14 nei nostri tratti. 

La criticità della strada, del mezzo di trasporto, del pericolo che si corre, è un problema mondiale. 

La componente femminile, negli infortuni in itinere, è particolarmente esposta a rischio d’infortunio, soprattutto stradale.  

Più della metà degli infortuni in itinere accertati dall’INAIL è occorso a donne.  

Quello in itinere è un rischio trasversale poiché incorriamo tutti nel rischio d’incidenti stradali. 

Le donne sono più occupate nei servizi, nel sociale, come cof magari con orari e destinazioni plurimi nella stessa giornata quindi con un rischio maggiore. 





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