TERAMO, VIOLENTO ATTACCO AL PICCHIO

Violento e velenoso attacco del Teramo all’Ascoli Picchio (e non all’Ascoli Calcio…) con un comunicato ufficiale. Difficile capire cosa possa essere passato per la testa della dirigenza abruzzese che ci ha messo quasi una settimana per rispondere alla notizia Ansa dell’Ascoli del 3 luglio scorso. Lasciando da parte i toni sopra le righe (sleale, scorretto, siderale, trionfatrice, mortificazione…), è legittima la nota del Teramo come però era legittima anche quella dell’Ascoli che, se ancora non ha una posizione processuale definita, sicuramente è parte interessata all’indagine della procura catanzarese. E il Teramo lo sa bene, aldilà dei cavilli procedurali. Questo il testo del comunicato.

<In merito alla nota stampa diffusa in data 3 luglio 2015 dalla Società Ascoli Picchio, la Teramo Calcio precisa ed osserva quanto segue.

Il club ascolano ha assunto comportamento sleale, scorretto, speculativo, assolutamente non ammissibile in un contesto nel quale non è stato avviato al momento alcun procedimento nei confronti di tesserati della Teramo Calcio.
Non si comprende a quale titolo l’Ascoli Calcio valuti la posizione disciplinare del nostro sodalizio.
Vero è che traspare evidente l’avvilimento per il campionato di Divisione Unica perduto con il siderale distacco di 4 punti in classifica dalla trionfatrice.
Come pure è chiara la mortificazione sportiva per l’eliminazione al primo turno dei playoff per la promozione in serie B.
Ma gli insuccessi sportivi non giustificano assolutamente giudizi e considerazioni gratuiti ed immotivati perfino su eventuali sentenze della Giustizia Sportiva, riportate da cronista esperto in materia che ha solo illustrato giurisprudenza quasi ventennale degli Organi Giudicanti.
Quanto alle considerazioni dell’avv. Mattia Grassani, nelle sue valutazioni dimentica di aver addirittura patteggiato, quale difensore del Grosseto, società deferita per responsabilità oggettiva, la sanzione di 6 punti in classifica, di fronte a ben 8 (OTTO!!) illeciti sportivi consumati e confessati da tesserati del sodalizio sportivo toscano tra cui il direttore sportivo ( 0,75 punti di penalizzazione per ogni gara frutto di combine). Indignate ed inutili le vibranti reazioni delle società retrocesse a seguito della clamorosa sentenza, Gubbio, Vicenza e Nocerina, con le pubbliche lamentele in aula del dirigente campano Pino Iodice. Nonostante le accuse di scempiaggine dei tre club retrocessi per la pena ritenuta aberrante, il patteggiamento proposto dall’avv. Grassani, fu accolto dalla Commissione Disciplinare Nazionale ed il Grosseto partecipò regolarmente al campionato di serie B nella stagione 2012-2013 (Comunicato Ufficiale n. 101/CDN del 18/06/2012). Questo a puro titolo di cronaca.
Non si comprende, inoltre, a quale giustizia faccia riferimento il club ascolano.
Probabilmente quella che consente di conseguire successi, nonostante veri e propri fallimenti tecnici.
E non si comprende inoltre a quale titolo rivolge appelli indebiti ed illegittimi coinvolgendo perfino il Presidente Federale e costringendo, suo malgrado, la Teramo Calcio a trasmettere il Comunicato stampa dell’Ascoli Calcio alla Procura Federale per l’accertamento di tutte le violazioni in esso contenute.
Prenda esempio l’Ascoli Calcio da società come Bassano che, pur essendo l’unica vera portatrice di interesse in quanto perdente la finale playoff in Serie B, ha assunto atteggiamento educato e distaccato. Al pari del Cagliari che, con un distacco di appena 3 punti nella classifica di serie A, da società con tesserati rinviati a giudizio nel processo penale della P.d.R di Cremona, ha comunicato di seguire l’evolversi della vicenda, ma con garbo e riserbo.
Senza proclami e pubbliche affermazioni.
I processi vanno celebrati nelle aule di giustizia e non a mezzo stampa!
Con riserva di chiedere la prescritta autorizzazione alla FIGC per agire nelle competenti sedi legali>.
 

Due considerazioni. L’attacco all’avvocato Grassani è immotivato: se il Teramo, come il Grosseto, si troverà in un futuro lontano o vicino nella necessità di patteggiare qualcosa faccia pure. E’ un suo pieno diritto. E poi: il Bassano e il suo silenzio non c’entrano niente perché una penalizzazione del Teramo vedrebbe l’Ascoli passare al primo posto della classifica regolare solo in seguito all’applicazione di una sanzione sportiva e la rimodulazione della graduatoria finale. Ma qui siamo all’arrampicarsi sugli specchi…