“NOVITA’ SUL CANCRO”, LA PAROLA AL DOTTORE

Ne abbiamo parlato in termini generali, ma ci sono importanti novità. Alla domanda: ma qual è la causa del cancro? fino ad oggi si rispondeva: non si sa, oppure (ma è lo stesso): le cause sono molte. La divulgazione recentissima di una serie di ricerche mette fine all’incertezza. Non è vero che le cause del cancro sono molte, e che spesso concorrono. La causa prima è la perdita, da parte di un tipo di cellule, dell’obbligo di sottostare alla cooperazione con tutte le altre cellule. Rese così primordiali, come fossero staminali (ma che non si trasformano mai in cellule normali), le cellule cancerose cercano intorno a loro le sostanze di cui hanno bisogno per funzionare e riprodursi. Proprio come fanno gli organismi unicellulari, come fanno i microbi. Si stabilisce, insomma, una forma di concorrenza tra cellule normali e cellule deviate; e le prime, quelle anarchiche e senza obblighi, sono avvantaggiate e crescono più rapidamente. Di qui il pericolo per i tessuti normali circostanti che vengono ‘mangiati’ dalle cellule cancerose.

  Nel meccanismo dell’evoluzione biologica darwiniana ci potrebbe essere la spiegazione della biologia del cancro. L’evoluzione si basa sulla competizione selettiva. Ciò che determina la trasformazione degli esseri viventi non è tanto la mutazione genetica (che c’è di continuo nel DNA) ma l’ambiente in cui vive l’organismo. Se l’ambiente non cambia, non cambia nemmeno l’organismo, perché si è perfettamente adattato ad esso ed ogni cambiamento non gli porta vantaggi, ma svantaggi, e quindi nella competizione per le risorse il cambiamento è perdente e scompare nella discendenza.

   Lo stesso avviene per le mutazioni cellulari in un tessuto. Ci saranno sempre delle mutazioni, e alcune di queste potrebbero avvantaggiare la cellula e farla proliferare in modo aggressivo rispetto alle cellule sane nella competizione alle risorse nutritive circostanti: è quanto avviene nel cancro. Ma se l’ambiente circostante non perde le sue caratteristiche, le cellule mutate non avranno scampo e saranno isolate e distrutte. Ciò avviene di continuo.

   Si è scoperto che l’origine del cancro sta non tanto nelle cosiddette mutazioni oncogene (quelle, per esempio, indotte nel polmone dal fumo), ma risiede nel danno prodotto dalle sostanze oncogene all’ambiente tessutale. Nel caso del fumo l’infiammazione cronica dei bronchi. Sembrerebbe una distinzione sottile: la causa del cancro del polmone rimarrebbe comunque il fumo. Invece la comprensione di questo meccanismo ha notevoli ripercussioni pratiche. La principale è l’uso dei chemioterapici antitumorali. Questi farmaci danneggiano le cellule tumorali più di quelle normali, quindi se ne danno le dosi massime tollerabili, nel tentativo di far scomparire il tumore. Ma ci saranno sempre cellule capaci di resistere. Eliminare la massima parte di quelle tumorali eliminerà la concorrenza nella ricerca dei principi nutritivi e in definitiva causerà la rinascita del tumore, fatto però stavolta di cellule resistenti, quindi incurabile. Sarà invece ottimale usare minori quantità di farmaco: il tumore si ridurrà soltanto, persisterà, ma le cellule tumorali resistenti dovranno sottostare alla competizione con quelle non resistenti e non potranno prendere il sopravvento. Il tumore diverrà cronico, ma non incurabile.

   Prende corpo, insomma, la convinzione che è molto importante prevenire la proliferazione di cellule devianti semplicemente stando attenti al benessere dei tessuti, facendo sì che dispongano di tutte le sostanze di cui abbisognano e non vengano danneggiati con i farmaci. Ricordate il vecchio professore che aveva scoperto la cura del cancro con le vitamine, senza ricorrere alla chemioterapia? Forse aveva ragione lui.   

Il Dottor KAROL (Carlo Cappelli)





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