“NARRAZIONI”, RICCARDO FERRETTI E MIRELLA PANICHI ESPONGONO NELLA “LORO” ASCOLI (FOTOGALLERY)

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“Narrazioni”. E’ questo il titolo della mostra di Pittura e Scultura delle opere degli artisti ascolani Mirella Panichi e Riccardo Ferretti che verrà inaugurata in città sabato 13 aprile, alle ore 18, presso la Sala Cola dell’Amatrice del Chiostro Maggiore di San Francesco. L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni, con orari 10-12,30 e 16-20, fino al prossimo 28 aprile.

Progetto e allestimento mostra: Vincenzo Cantalamessa 

Musiche: Roberto e Valerio Carradori 

Organizzazione: Attilio Pavoni e Domenico Silvestri.

Curiosa la reciproca presentazione degli artisti.

Così Mirella Panichi vede Riccardo Ferretti:  “Capacità, forza espressiva, tenacia, delicatezza quando occorre, ironia senza sarcasmo ed un geniaccio travolgente che non invecchia ed escogita sempre nuove forme, con una raffinatezza di tratto ed uno spirito poetico degni di un autentico talento italiano. Riccardo Ferretti è questo ed altro ancora, ma soprattutto possiede il dono dello sguardo da Artista sul mondo, che è poi un modo di vedere che sa trasportarci in quella dimensione intuitiva, non accessibile a molti, e che scandaglia, assecondando gli equilibrismi del suo eclettismo temperamentale, le profondità della Memoria. Le sue NARRAZIONI pittoriche ci parlano di un mondo gentile, quasi un microcosmo, nel quale la messa a fuoco suscita i ricordi indelebili di luoghi amati, di atmosfere emotive, di prosodie del quotidiano. Dalla lettura degli accuratissimi dettagli emerge un simbolismo lucido, analitico e venato da una struggente malinconia. Riccardo è l’Artista che tratteggia volti familiari e di amici pittori intenti al lavoro e piccole biblioteche scolastiche nelle quali i libri hanno il titolo di tutti i compagni di quella che fu la nostra classe leggendaria, e che non dimentica di riportare, appeso alla parete di quella stanza ormai deserta, lo schizzo accuratissimo di un Monet che io ebbi allora l’impudenza di dipingere ad olio su carta…in giovanissima età. Storie come quelle che dedica al nipotino Leonardo, colto nell’immediatezza di un’espressione stupefatta, il viso rivolto verso l’alto a guardare il palloncino-simbolo, volatile raffigurazione di un’età felice che forse sta per dileguarsi. Ma si cambia nella vita…. e questo, l’Artista Ferretti lo mette in risalto anche nella sue NARRAZIONI plastiche femminili, in quei busti di donna che sembrano costellare, come tante Nefertiti silenziose, il percorso di un’età più adulta, in una sorta di ripetitività immota ed immemore. Che dire, infine, del nostro connubio artistico? Io credo che esista un’affinità tra i suoi simbolismi ed i miei (seppure così diversi) così come esiste un legame tra ” errare ” e ” narrare “.

E così Riccardo Ferretti presenta Mirella Panichi: Mirella Panichi è…… Mirella Panichi. La più grande Artista che abbia mai conosciuto. Lei è stata il modello di giovane artista che ho avuto la fortuna di incontrare all’inizio della mia vita.Abbiamo intrapreso insieme le nostre prime esperienze artistiche nella amata Ascoli, nella sezione A della scuola media Luciani, in una classe colma di talenti artistici e sotto la guida sapiente del nostro insegnante Albino Pagnoni, colui che ha stimolato, guidato, sollecitato tutti noi in un crescendo inesauribile. Ognuno di noi ha preso poi la propria strada, ma portandosi dentro per sempre quella comune “matrice”  impressaci dal nostro illuminato Maestro. Sono passati molti anni da allora ed oggi ci siamo rincontrati. Abbiamo deciso di segnare i rispettivi percorsi, allestendo questa mostra insieme. La serie di dipinti da lei presentati in questa occasione, traggono ispirazione dalla propria esperienza di vita ed in particolare dai suoi studi teologici. I soggetti delle tele sono rielaborazioni visive di temi biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento. Nell’osservare le tele di Mirella, colpiscono soprattutto le atmosfere che ha saputo trasmettere e la profondità emotiva delle forme e dei colori. Ogni elemento del quadro contribuisce elegantemente a suscitare la sensazione estetica che si riceve. Si avvertono nettamente la carica emotiva che l’artista trasmette e la profondità ideativa che il proprio vissuto ha trasmesso alla tela. Una pittura dotta con il gusto dell’introspezione. Una grande artista”.

 

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