L’ASTRONOMIA PER TUTTI: “LE  GALASSIE”

Abbiamo visto come, usando come materiale un mare di idrogeno uscito dal raffreddamento del Big Bang, la gravità abbia ottenuto la nascita delle stelle. Questi fuochi stellari sono il vero motore di ogni ulteriore trasformazione. Da lì nasce l’energia capace di plasmare la materia, da lì nasce quel centinaio di atomi diversi che, combinandosi variamente, costruiscono tutto ciò che esiste.

Intanto l’espansione dell’universo, inarrestabile nonostante il freno della gravità, allarga lo spazio. Le stelle dovrebbero allontanarsi una dall’altra e rimanere sempre più sole, ma in realtà ciò non avviene, perché da dense nubi di idrogeno ne nascono tante, una vicina all’altra, e la loro massa supera la capacità di spinta dell’espansione. La gravità le mette in movimento rotatorio e impedisce che si appiccichino tra loro a formare un’unica massa: nascono le galassie, isole fatte di stelle e di nubi molecolari, cioè dei residui di idrogeno mischiati con i prodotti della vita e della morte delle stelle.

Le grandi stelle delle prime generazioni sono enormi, centinaia di volte il nostro Sole, e bruciano rapidamente fino ad esaurire in pochi milioni di anni la materia che alimenta il fuoco nucleare. Ma quando questo si spegne, non è come un fuoco che lentamente torna a temperatura ambiente, no, è un immane cataclisma in cui il peso stesso della materia, non più sostenuta dalla radiazione, provoca un’esplosione gigantesca che proietta i residui della stella tutt’intorno (supernova), con un’onda d’urto che comprime l’idrogeno circostante e causa la nascita di altre stelle. Così in una galassia, generazione dopo generazione, si rinnovano le stelle e quelle che nascono sono fatte della materia creata da quelle che muoiono.

Dieci miliardi di anni fa si è formata così la nostra galassia Via Lattea, con tutto lo sciame delle sue stelle morenti e nascenti. E cinque miliardi di anni fa si è acceso il fuoco nucleare del nostro Sole.

Quando una galassia come la nostra si forma, il suo aspetto è globoso, informe, come quello della nube che l’ha generata. Poi tutto si mette in rotazione. Le più antiche stelle restano alla superficie della nube, in ammassi che si chiamano ‘globulari’, caratterizzati da stelle povere di atomi complessi. Il resto scende pian piano sul piano equatoriale di rotazione e forma un disco di stelle più giovani, piene di atomi complessi. Il Sole è nato nel disco, a circa metà strada tra il centro della galassia e la periferia.

E noi stiamo lì con lui, nostro fuoco generatore.

Il Dottor KAROL (Carlo CAPPELLI)





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