LA PAROLA AL DOTTORE, CARLO CAPPELLI: “RAGIONARE CON I PIEDI”

Se uno chiedesse qual è l’organo del corpo più importante, sono sicuro che tutti risponderebbero: il cervello. Ed è giusto. Ma quanti sanno che il cervello nell’evoluzione della nostra specie viene per ultimo, mentre ciò che nella notte dei tempi ha dato inizio alla linea evolutiva dei mammiferi a cui apparteniamo, quella dei primati, è stato il piede?

Sì, proprio il piede che, insieme ai forti muscoli glutei che formano il nostro sedere e agli aggiustamenti della colonna vertebrale, ha consentito l’andatura bipede eretta. Ne sono derivate due conseguenze: da animali arboricoli i nostri antenati scimmieschi sono scesi a terra per diventare abitatori della savana, capaci di lunghi spostamenti e, ancora più importante, hanno avuto le mani libere dalla locomozione e hanno imparato ad usare attrezzi utili (bastoni, pietre taglienti) per difendersi e utilizzare al meglio le carcasse degli animali. Proprio per facilitare queste manipolazioni il cervello è venuto aumentando di volume, perché una larga parte della corteccia cerebrale è destinata proprio ai fini movimenti della mano. Ma il salto fondamentale è stato quello della cooperazione, della vita di gruppo, delle lunghe cure della prole, senza le quali l’homo sapiens non sarebbe riuscito a sopravvivere in un ambiente aperto, infestato da grossi predatori.

Delle specie di ominidi che sono via via comparse (soltanto 30/40mila anni fa ce n’erano quattro) quella dell’homo sapiens è l’unica superstite, perché il suo grande cervello ha perfezionato il linguaggio astratto, quello che fa riferimento a qualcosa che non è sotto gli occhi di chi parla. Questa è stata la caratteristica vincente per l’evoluzione culturale; caratteristica che ci ha consentito di sommare esperienza e inventiva di chi ci ha preceduto e di espanderci nel Pianeta fino a dominarlo interamente (sperando alla fine di non distruggerlo).

dott. Karol (Carlo CAPPELLI)




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