INFORTUNI SUL LAVORO, I DATI DA GENNAIO AD AGOSTO

GLI INFORTUNI SUL LAVORO NELLA PROVINCIA DI ASCOLI PICENO NEL PERIODO GENNAIO – AGOSTO 2015

Il Dipartimento Sicurezza sul Lavoro di CGIL, CISL UIL di Ascoli Piceno ha analizzato i dati del bilancio ufficiale nazionale dell’INAIL. Dagli stessi emerge, secondo la Relazione allegata, che l’anno  2014 si è concluso con una diminuzione di circa 32mila infortuni, passati dai circa 695.000 casi denunciati nel 2013 ai 663.000 del 2014 (-4,6%): una flessione sensibilmente inferiore a quelle degli anni precedenti (-8,8% nel 2012 e a -6,8% nel 2013).

Nel periodo 1° gennaio-31 agosto 2015, c’è un ulteriore rallentamento poichè si sono verificati circa 410.000 infortuni, in calo di 18.000 unità rispetto ai 428.000 dello stesso periodo dell’anno precedente, per ovvero una flessione del 4,1%.

Si ricorda che l’INAIL fotografa solo gli infortuni che vengono denunciati mentre nel mondo del lavoro mentre ci sono oltre 2 milioni di lavoratori non sono assicurati presso l’Istituto.

Inoltre nelle statistiche non ci sono oltre 150.000 infortuni accaduti nel mondo del “lavoro nero” come sostenuto dall’ISTAT.

Secondo la nostra analisi è preoccupante l’aumento degli infortuni mortali poiché nel periodo gennaio-agosto 2015 si è registrato un incremento del 15,3%.

Siamo passati dai 652 casi dei primi otto mesi 2014 ai 752 dello stesso periodo 2015 (più 100 casi).

Con questo trend il corrente anno avrà, a consultivo, crescita dopo dieci anni di  costante diminuzione.

Circa i morti sul lavoro nelle varie attività economiche, sempre riferite ai primi 8 mesi del corrente anno si è registrato: Trasporti +34,2%, Costruzioni +6,2%, Commercio +6,1%, 5,0% nel manifatturiero, mentre c’è un calo in Agricoltura (-2,8%).

LE MALATTIE PROFESSIONALI

Sulle malattie professionali, sempre secondo il report INAIL relativo ai primi 8 mesi del corrente anno, siamo di fronte ad una crescita poiché le denunce sono passate da 38.400, del 2014, alle 39.400 del 2015 (+2,5%).

Prosegue questo andamento in crescita iniziato nel 2008 con le “Nuove tabelle delle malattie professionali”.

Le patologie dell’apparato muscolo-scheletrico ed osteo-articolare, sono i due terzi di tutte le malattie professionali che vengono denunciate nel nostro Paese.

Sono, infatti, aumentate del 10% passando da 21.500 del 2014 a 23.600 del 2015.

L’INAIL evidenzia che il numero di denunce di malattie professionali è superiore al numero di tecnopatici poichè il lavoratore può presentare più denunce contemporaneamente per diverse patologie: nell’anno 2014, ad esempio, le 57.391 malattie professionali sono state denunciate da 42.831 lavoratori (1,34 denunce per lavoratore).

In crescita il numero dei Tumori: nel 2014 ne sono stati denunciati 2.999 (+2,7% rispetto ai 2.919 del 2013 e di ben il 24% rispetto ai 2.418 del 2010).

Infine risultano in calo le patologie asbesto correlate: nel 2014, a fronte delle 1.907 del 2013, ne sono state riconosciute 1.736 (-9%), delle quali 414 con esiti mortali.

I lavoratori deceduti nel 2014 a causa  di malattia professionale sono stati 1.488.

Si riportano in dettaglio i dati relativi alle provincie marchigiane relativi al periodo GENNAIO – AGOSTO 2015

INFORTUNI GENNAIO – AGOSTO 2015

(in v.a. e % incremento sui primi 8 mesi del 2014)

TERRITORIO In V.A. % rispetto ai primi

8 mesi 2014

ITALIA 410.247 -4,14
MARCHE 12.466 -2,68
ANCONA 4.619 +1,44
ASCOLI PICENO 1.586 -5,42
FERMO 1.027 -5,08
MACERATA 2.360 -9,02
PESARO E URBINO 2.874 -1,03

 

INFORTUNI MORTALI GENNAIO – AGOSTO 2015

(rispetto ai primi 8 mesi 2014 + 15,33%)

TERRITORIO In V.A.
ITALIA  
MARCHE 25
ANCONA 6
ASCOLI PICENO 3
FERMO 5
MACERATA 5
PESARO E URBINO 6

 

MALATTIE PROFESSIONALI DENUNCIATE GENNAIO – AGOSTO 2015

Rispetto ai primi 8 mesi del 2014

TERRITORIO In V.A. % rispetto ai primi 8 mesi 2014
ITALIA 39.412 +2,50
MARCHE 3.545 +12,75
ANCONA 488 +3,60
ASCOLI PICENO 781 -0,88
FERMO 461 -1,.91
MACERATA 958 +32,13
PESARO E URBINO 857 +24,20

 

I dati ci forniscono ancora una situazione di grande preoccupazione in quanto in presenza di un numero di occupati e ore lavorate in calo rispetto agli altri anni, Sicuramente la crisi ,la paura di perdere lavoro,le modifiche al mercato del lavoro (,piu’ ‘precariato), hanno influito negativamente sulle modalità di lavorare ,trascurando la prevenzione ed il rispetto delle norme.I continui tagli ai servizi ispettivi e le carenze di personale non aiutano a contribuire al risparmio di vite umane e di malattie professionali.La sicurezza deve essere considerata un investimento e non un costo.

Ascoli Piceno 30/10/2015 Dipartimento Sicurezza lavoro CGIL CISL UIL Collina, Ionni Bianchini

 

 

 





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