IL COMITATO ARIA PULITA VILLA SANT’ANTONIO E CASTEL DI LAMA, SCRIVE ALL’ARPAM

Di seguito la lettera inviata al direttore dell’arpam.

“Gentile Dott. Marchetti,

apprendiamo da una nota Arpam del 2/9/2020 che lei ha avuto un incontro con Latini Fausto e Procaccini Domenico, imputati del procedimento penale pendente al Tribunale di Ascoli Piceno la cui prossima udienza ricadrà il giorno 24/9/2020.

Come certamente le è noto l’Arpam dovrà riferire al Magistrato se vi sia stata certa e definitiva cessazione degli odori molesti da parte del depuratore che affligge da tempo la popolazione residente.

Da tale relazione Arpam sorgono conseguenze importanti per l’esito del procedimento penale e dunque per gli imputati.

Alla luce di tale imminente scadenza ci ha dunque sorpreso, proprio per il suo ruolo di controllore, il suo incontro con gli imputati, da quel che risulta dalla nota suindicata, e per questo chiediamo cortesemente un chiarimento.

L’incontro è avvenuto senza nessuna delle altre parti del processo penale, ovvero il rappresentante della Procura e le parti civili del processo. Né in alcun modo può supplire, a tale lacuna, la presenza del sindaco di Castel di Lama che non è parte civile e che non può rappresentare i residenti di Villa Sant’Antonio di Ascoli Piceno.

D’altronde già gli imputati nel Luglio 2018 con scambio epistolare, noto all’Arpam, ammettevano esplicitamente che, per far cessare gli odori molesti, occorrevano lavori ed interventi ai quali gli stessi non hanno mai provveduto.

I residenti più volte si sono recati personalmente nei pressi del depuratore a verificare se il depuratore fosse l’origine dei miasmi maleodoranti che ammorbano le loro case, ed ogni volta ne hanno avuto conferma. A ulteriore riprova va ricordato che la provenienza dei miasmi è stata in precedenza certificata dall’Arpam con relazioni scritte.

Resta inteso che la circostanza che anche altre fonti possano determinare altri e diversi odori molesti non esclude che quelli prodotti dal depuratore sono ormai da tempo riconoscibili e identificati dalla popolazione e purtroppo ancora persistenti.

La nota del 2/9/2020 si espone a una interpretazione secondo la quale l’ Arpam nella sua persona, risulta aver addirittura concordato con gli imputati un controllo che tuttavia miri a porre in dubbio nuovamente la fonte odorigena. 

Se così fosse, si arriverebbe al pericoloso paradosso che vede l’Arpam, nel mezzo di un processo penale, decidere insieme agli imputati un controllo volto a identificare una possibile responsabilità di presunti terzi, con rischio di gettare il dato nell’incertezza e con gli evidenti vantaggi che ne deriverebbero per gli imputati. 

Siamo tuttavia certi dell’assoluta imparzialità dell’Arpam e della sua volontà  di risolvere il problema e il disagio della popolazione, ormai esausta.  

Ricordiamo infine che la relazione Arpam era stata richiesta dal Tribunale di Ascoli per l’udienza di Aprile, sono stati già concessi due rinvii, in assenza di tale relazione, e ogni rinvio va a favore degli imputati”.

Certi di un suo risolutivo intervento porgiamo distinti saluti.

firmato: Comitato Aria Pulita di Villa S.Antonio e Castel di Lama 





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