FUORI DAI DENTI, L’OPINIONE DI ROBERTO GALANTI SUL “DECRETO RISTORI”

Decreto Ristori? Così com’è sembra sempre di più un Decreto Carestie.

Seguo da giorni, come del resto tutti i cittadini, dopo la pubblicazione gli ultimi DPCM, alcuni eventi “deviati” su tutte le piazze che, per quanto mi riguarda, condanno fermamente.

Mi riferisco alle esternazioni delinquenziali che vediamo in tv dove in modo violento sulle piazze abbiamo visto anche gli ultrà e non solo.

A noi del settore e credo a tutte le brave persone, agli imprenditori piccoli, medi e grandi non interessano le irragionevoli azioni delle frange estreme.

I dimostranti (stento a definirli tali), quelli che contestano a prescindere distruggendo quello che incontrano lungo la strada, sono da fermare e condannare, lasciando spazio a chi in modo moderato, costruttivo e disciplinato “sfila” nelle strade e piazze per portare in evidenza lo stato di difficoltà e disagio delle attività alla luce di un, a mio avviso, discutibile provvedimento.

La solidarietà del comparto dell’autotrasporto, anch’esso penalizzato anche se non se ne parla, è totale, ma nello stesso tempo, mi sento di dissentire sulla chiusura perentoria delle attività di ristorazione e ristoro alle 18,00.

L’autotrasporto non si può permettere di stare ai “tempi” previsti dal Decreto perché, se uno conosce minimamente il meccanismo dei tempi di guida e di riposo e della vita dell’autotrasportatore (ho molti dubbi sulla effettiva conoscenza da parte di qualcuno) , capisce bene che non tutti possono fermarsi per cena nei tempi imposti; non tutti gli autotrasportatori percorrono le autostrade (vi ricordate, per esempio, le difficoltà create dal precedente lockdown quando risultava impossibile espletare financo le necessarie funzioni fisiologiche?); non tutti gli autotrasportatori possono fermarsi nelle quasi inesistenti o poco funzionali aree di sosta.

Perché obbligare un settore già sulla via del collasso a sostare negli autogrill dove i costi sono evidentemente eccessivi?

A noi interessa trovare la soluzione ai problemi.

La tipologia di alcuni  dimostranti , quelli che contestano a prescindere distruggendo quello che incontrano lungo la strada, sono da fermare e condannare lasciando spazio a chi in modo moderato e disciplinato “sfila” nelle strade e piazze per portare in evidenza lo stato di difficoltà e disagio delle attività anche in presenza di un, a mio avviso, discutibile provvedimento.

Un dato obiettivo …. gli autotrasportatori ed autisti sono categorie evidentemente molto esposte al rischio contagio, proprio per la natura stessa della loro attività, fatta di contatti continui in ambienti esterni.

Per mantenere vivo il problema, vorrei ricordare che il grande senso di responsabilità del settore, ha visto autisti vivere in cabina quasi per tutto il tempo del forzato fermo precedente onde evitare il rischio di contagio alle loro famiglie e per garantire l’approvvigionamento dei viveri e non solo.

Tale disagio avrà una ricaduta negativa sule merci da trasportare. Diciamo basta a chi alimenta lo spettacolo della paura e del terrorismo psicologico,  diciamo basta ad un Governo che ha dimostrato grandi limiti nel periodo estivo ed oggi in balia di forti contraddizioni soprattutto inadempiente nei confronti dell’autotrasporto italiano, rispetto a due questioni che si era impegnato a concretizzare oltre un anno fa: la pubblicazione dei costi minimi di riferimento (tecnicamente: valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio di un’impresa di autotrasporto per conto di terzi), e l’introduzione di una norma che consenta all’Autotrasportatore di essere effettivamente pagato dal proprio cliente, entro tempi certi.

Io credo che si sta ritornando maledettamene  a quello che è stato nel precedente periodo del fermo obbligato, dove siamo stati definiti eroi fino alla “liberazione” da una sorta  di 41 bis per poi tornare ad essere un  settore tartassato e  sconsiderato  da tutto e tutti.

Oggi abbiamo bisogno di un forte senso di responsabilità con comportamenti idonei a salvaguardare la salute perché senza di essa è inipotizzabile un rilancio dell’economia.

Noi continueremo a svolgere il nostro lavoro, come sempre, con dignità e con tutte le difficoltà che si possono  immaginare.

Caro Governo, nei titoli di coda, pensa anche a noi per restituirci quella dignità che è stata sempre calpestata.

Se non sei in grado di gestire l’emergenza, considerando anche le opposizioni  all’interno della maggioranza, pur comprendendo davvero il difficile momento, mettiti in lockdown.

Il Decreto RISTORI, appare sempre di più un decreto “CARESTIE” che l’Italia non può permettersi.

Chiedo di perdere un minuto in più per leggere anche una mail significativa di un autotrasportatore del Veneto…..

“Caro Segretario e collega, sta diventando parecchio difficile per noi autotrasportatori , …..per quanto si voglia fare le cose tutte per benino rispettando i protocolli e le indicazioni che arrivano di ora in ora di minuto in minuto …. , con dipendenti che per logica conseguenza lavorativa ( visto il settore che rappresentiamo) il più delle volte devono rimanere fuori la notte visto la stringente norma del rispetto delle ore di guida e riposo , con aziende di produzione che hanno “gioco forza” ridotto i loro orari di apertura e di chiusura ; quindi …. per quanto si voglia, ripeto,… si fa fatica a far tornare la giornata e il conto dare e avere …. Noi purtroppo non facciamo parte di chi ha diritto ai ristori … noi dobbiamo assogettarci quale ultimo anello della catena alle norme di tutti prima che alle nostre e quindi che dire? Se alle 18.00 vengono chiusi i luoghi di ristoro per evitare gli assembramenti ,anche noi trasportatori saremo costretti al blocco orario serale con il personale bloccato nei piazzali che non avrà a disposizione nemmeno una toilette aperta per i bisogni fisiologici e un pasto caldo nell’attesa del mattino dopo (POCO DIGNITOSA QUESTA SITUAZIONE) , con la sola differenza che nessuno ci farà rientrare nelle categorie destinatarie dei contributi a fondo perduto per mancato guadagno….

SIAMO ALLE SOLITE COME CALIMERO…”NESSUNO MI VUOLE PERCHE’ SONO BRUTTO SPORCO CATTIVO E NERO.”, MA GUARDA CASO DIVENIAMO UTILI E NECESSARI PER PORTARE IL CIBO…. A CHI E’ A CASA IN QUARANTENA O QUALSIVOGLIA LOCKDOW.

E QUINDI CON UNA BELLA LAVATA RITORNIAMO CANDIDI E BIANCHI PER UN PERIODO (VEDI MARZO E APRILE ) CI ERGONO AD “EROI”. Poi, passata la festa gabbato lo santo improvvisamente ritorniamo ad essere brutti, sporchi, cattivi e neri, come il povero Calimero.

Spero solo che in tutto questo girare a vuoto senza giusti ristorni, non ci si ammali, nel frattempo, di COVVID… mancherebbe solo questo!!!

Buona serata caro segretario Roberto, grazie per quello che fai da sempre.

Buona strada e buona salute a tutti.”





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