FUORI DA DENTI: CARENZA DI AUTISTI NELL’AUTOTRASPORTO, IL PUNTO DI ROBERTO GALANTI PMIA

Roberto GALANTI – PMIA: <Tanto per mantenere vivo il ricordo agli addetti ai lavori e per coloro che stanno sottovalutando un problema di estremo pericolo ed attualità , torno sull’argomento CARENZA AUTISTI, nella speranza che non solo gli addetti ai lavori, ma chi dovrebbe proporre delle soluzioni che vanno necessariamente condivise anche con chi non fa parte della lista delle “aggraziate” ed accreditate associazioni di rappresentanza e che non può ignorare.

Sono sempre meno giovani italiani quelli che vogliono mettersi al volante di un mezzo pesante. E allora perché non provarci con chi arriva dall’estero e cerca un lavoro nel nostro Paese superando, seppur temporaneamente e per l’emergenza, le problematiche relative, come stanno facendo, per esempio, in Gran Bretagna?

La ripresa economica, che ha seguito la grave crisi pandemica, rischia di ingarbugliarsi perché le imprese dell’autotrasporto hanno grandi difficoltà a trovare autisti per i propri mezzi. Si stima che da qui a tra non molto la richiesta supererà le 20.000 unità.

Il problema della mancanza di autisti ha radici lontane e sconta anche le passate manie della esterovestizione, i costi, i ritardi di incasso e lo scarso fascino che la professione di camionista esercita, o dovrebbe esercitare, sulle nuove generazioni.

La mancanza di autisti e l’assurdo costo del carburante, ivi compreso quello del metano, di certo non costituiscono un supporto alla soluzione del problema.

Il settore autotrasporto sta affrontando un’emergenza nazionale e non solo, ma si necessità di interventi rapidi al fine di scongiurare un fermo tecnico che avrebbe ripercussioni anche sulla “sopravvivenza”; se i camion non riescono camminare, anche i supermercati potrebbero soffrire di approvvigionamento delle materie agroalimentari.

Nel piccolo della mia regione Marche, per esempio, anche se la presenza di imprese del settore tra piccole e grandi non sono poche, nel periodo tra il 2019 e il 2020 hanno dovuto chiudere i battenti oltre 160 aziende di autotrasporto.

Una delle cause è stata proprio la carenza di autisti. In buona sostanza il rapporto oscilla su un rapporto 1 a 10 e cioè per ogni autista nuovo che arriva ben 10 scendono dal camion.

Auspicabile una soluzione del tipo “Lombardia” con azioni volte ad invogliare ed incentivare le assunzioni ed una formazione adeguate e concreta.

Circa ottomila euro, sembrerebbe, alle imprese di autotrasporto che assumeranno nuovi conducenti e tremila euro per ogni lavoratore che vorrà acquisire la patente di qualificazione del conducente (CQC). Secondo me non è sufficiente ammesso e non concesso che le notizie rispondano al vero. Intanto cominciamo, da parte delle imprese a cercare gente che ha voglia di imparare, necessità di lavorare e soprattutto passione di operare a bordo dei camion. In tal modo non risolviamo il problema ma diamo una…mano! Chi ben comincia è a metà dell’opera…si spera!>




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