DUE SENTENZE POSSONO SALVARE IL NOSTRO MARE E LE NOSTRE COLLINE DALLE TRIVELLE

 

La prima la 170, pubblicata il 12 luglio scorso, con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi il comma 7 e il comma 10 dell’articolo 38 del Decreto legge 133, lo ‘Sblocca Italia’.

Un verdetto che ha dato ragione alle Regioni che avevano presentato ricorso (Abruzzo, Veneto, Puglia, Marche e Lombardia) sulla spinta della mobilitazione di numerosi comitati e associazioni.

Il comma 7 riguardava le modalità di conferimento del titolo concessorio unico e le modalità di esercizio delle attività in tema di idrocarburi, previste dal Disciplinare-tipo del 24 marzo 2015 che rientrano dunque sulla materia di competenza concorrente.

Il comma 10 consente al Mise di autorizzare progetti sperimentali di ricerca e coltivazione per un periodo fino a cinque anni entro le 12 miglia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e dopo aver acquisito il parere, non vincolante, delle Regioni.

La seconda la 198/2017 la Consulta ha nuovamente dato ragione alla Regione Abruzzo, dichiarando che “non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico adottare il decreto del 25 marzo 2015 (Aggiornamento del disciplinare tipo in attuazione dell’articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164) senza adeguato coinvolgimento delle Regioni”. In altre parole: addio al decreto ministeriale che attuava lo ‘Sblocca Italia’.

PERO’ TUTTO QUESTO NON BASTA

Le Regioni debbono entro il 1 Agosto fare un ricorso straordinario dinanzi al Capo dello Stato (le Regioni Abruzzo e Calabria lo hanno già fatto) contro il nuovo Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 7 dicembre 2016, pubblicato in G.U. il 3 aprile 2017 che ha come oggetto la “Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale” anch’esso adottato senza la partecipazione delle Regioni. Il ricorso deve essere basato sul mancato coinvolgimento della Regione nell’approvazione del decreto stesso.

Invitiamo tutti CONSIGLIERI della Regione Marche ad attivarsi affinché ciò venga fatto

Rocco Vallorani, Gabriele Illuminati, Emidio Rossi, Giovanni Vagnoni – COMITATO NO TRIVELLE NEL PICENO





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