DISOCCUPATI PICENI, RINASCITA O BARATRO ECONOMICO E SOCIALE?

Siamo al bivio, baratro economico-sociale oppure rinascita. Arriveranno centinaia di
miliardi, noi auspichiamo la creazione di almeno tre milioni di nuovi posti di lavoro
sottolineiamo posti regolari e ben retribuiti. Evitiamo la catastrofe del fallimento dell’Inps.
Dopo circa 3 mesi di “lockdown”, sono numerose le lamentele che provengono da più parte, cantanti,
calciatori, albergatori, persino le imprese che già hanno ricevuto decine di miliardi, tutti chiedono a grande
voce risorse a fondo perduto, ma chi pagherà alla fine il conto? Sicuramente in questo momento
difficile, occorrono sussidi immediati e posti di lavoro dignitosi per il futuro. In attesa di una ripartenza
globale, in ogni caso, occorre un piano di sviluppo interno, per creare nuovi posti di lavoro magari legati alla
nuova sfida ecologica che ci attende. In queste provincie, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, dichiarate aree
di crisi, le difficoltà sono iniziate da molti anni, ci sono disoccupati involontari ormai decennali, per non
parlare della ricostruzione. Finora, aldilà delle sole chiacchiere, tanti selfie, e promesse fatte dai vari
onorevoli eletti a Roma oppure a Bruxelles, nulla di concreto è stato fatto. I nostri rappresentanti eletti,
anche se di maggioranza, in tutti questi anni non sono riusciti a creare posti di lavoro a tempo indeterminato
per i numerosi disoccupati in particolare per gli over50. Ora siamo ad un bivio, con tutti questi miliardi in
arrivo, ci dobbiamo chiedere come fare arrivare le risorse economiche alle famiglie, con i sussidi oppure
con la creazione di nuovi posti di lavoro? La scelta della prima strada senza la seconda ci porterà
inevitabilmente ad una crisi economica e sociale ancora più profonda. Le risorse dell’Inps non sono
infinite, evitiamo la catastrofe del fallimento dell’Inps.
Per una rinascita basata sulla coesione, occorre per primo restituire alcuni diritti al lavoratore e istituire
una paga minima oraria e mensile per tutti. Il virus ci ha reso tutti uguali, Stop ai privilegi, pensionistici e
retributivi. Basta soldi pubblici, regalati ad imprese che usano i lavoratori come schiavi. Le aziende in
difficoltà devono essere riconvertite e cogestite, per evitare con i licenziamenti di perdere le esperienze dei
lavoratori, e con la chiusura dei stabilimenti, di avere cattedrali industriali abbandonate, che spesso si
trasformano in depositi illegali di rifiuti. Scegliere una strada diversa significa, continuare ad erogare
inutilmente risorse pubbliche, e accrescere il numero dei disoccupati e alzare di conseguenza le tasse per
pagare i sussidi. Per realizzare queste proposte, occorre una nuova classe politica, seria e preparata,
per ora accontentiamoci dei nostri onorevoli scomparsi, insensibili alle nostre richieste, incapaci di
proporre soluzioni per creare nuovi posti di lavoro regolare.
Il gruppo “Disoccupati Piceni”è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, e per dare
una mano, suggerimenti, chiamare o inviare un messaggio,al numero WhatsApp 334 7555 410.
Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle
prossime iniziative.
Cordiali Saluti
Disoccupati Piceni





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