DISOCCUPATI PICENI: “PENSIONI, IL FUTURO DI MIGLIAIA DI CITTADINI”

“Pensioni”, occorre un dibattito serio e approfondito, su quest’argomento si decide il futuro di migliaia di cittadini. Il lavoro è sempre più flessibile occorrono requisiti allo stesso modo più flessibili specialmente per i lavoratori e disoccupati residenti nelle “aree di crisi complesse industriali”. In questa Nazione, il vero welfare è rappresentato, dai genitori ultra-ottantenni.
Passa il tempo ma la situazione occupazionale non migliora, intere categorie di cittadini si avvicinano sempre di più alle minime condizioni di sopravvivenza. Manca un piano di sviluppo territoriale e le necessarie infrastrutture. La situazione occupazionale è sempre più tragica. Gli effetti negativi, del “Job Act” sono sempre più evidenti e più dannosi, degli effetti positivi. Oggi molti si adattano anzi sono costretti ad adeguarsi a qualsiasi lavoro, spesso mal retribuito, e avvolte, persino si devono accettare retribuzioni senza contributi, pur sapendo che non si avrà diritto, in questo modo alla pensione.
Ripetiamo, la maggioranza delle tutele permangono solo in ambito pubblico. Senza un lavoro regolare, regolare perché sono garantiti tutti i diritti, senza un reddito adeguato ai costanti aumenti economici, si perde la propria autonomia e autostima. L’incertezza e l’insicurezza economica, trasformano gli animi delle persone. Si diventa più diffidenti, e meno propensi al dialogo e ragionamento.
A 30 anni o peggio a 50 anni si torna a dipendere dal proprio genitore pensionato. Ormai è evidente, flessibilità e precariato, hanno come conseguenza diretta, disaggio e difficoltà economica-sociale. In questo modo, si colpisce in maniera irreversibile, tutto il tessuto economico del territorio, che per tanti anni aveva garantito un sicuro welfare alla comunità. Segnali inequivocabili che rimangono senza interventi risolutivi.
Il requisito per l’accesso alla pensione di vecchiaia resta fissato a 67 anni anche nel biennio 2021-2022. Un traguardo quasi impossibile da raggiungere con queste condizioni economiche-normative, in cui a 45 anni si è considerati obsoleti per trovare un impiego. Soltanto i dipendenti delle aziende più grandi, riusciranno ad ottenere i cosiddetti “scivoli pensionistici”, mentre la maggioranza dei lavoratori, rimarranno esclusi. Inevitabilmente, se non si provvederà, a cambiare le norme, e senza l’introduzione della assicurazione di disoccupazione e del salvagente civico, molti altri cittadini saranno costretti alla povertà.
La paura certamente cresce, il quesito più diffuso tra i vari disoccupati, sia per più giovani e in maggiore modo per gli over50, come farò per raggiungere i 67 anni, quando i miei genitori tra qualche anno, non ci saranno più, se già sono disoccupato a 50 anni. Si, perché in questa Nazione, dove ogni anno si spendono migliaia di miliardi per il bilancio dello Stato, il vero “welfare” per nipoti e i figli over50, sono i propri genitori ultra ottantenni. Queste condizioni di difficoltà non cambieranno se non si adottano provvedimenti, per applicare e ripristinare concretamente i principi costituzionali, sanciti per la tutela delle fasce più deboli dei cittadini. Principi enunciati, ma mai effettivamente applicati, anche per l’indifferenza o l’incapacità di alcuni sindacati, che hanno dimenticato la loro importante funzione di rappresentanza e difesa dei lavoratori e ancor di più per gli ex lavoratori. Sindacalisti, impegnati più a tutelare i propri privilegi che a difendere i diritti ben descritti nei propri Statuti. Senza fatti concreti e tangibili, senza impegno costante, di tutti coloro si elevano a fare il rappresentante, il diritto al lavoro, alla salute, alla tutela sociale, e il benessere equamente distribuito, conquistati con anni di lotta, e mediazione, oggi rimangono purtroppo solo parole sterili “lasciate al vento”.
Concludiamo, riportando la frase di un cittadino, senza lavoro da 5 anni, “negli ambienti importanti, si parla sempre di argomenti da milioni di euro, ma non si parla mai dei problemi più quotidiani, magari questioni di poche decine di euro che per una famiglia di persone semplici, sono fondamentali per condurre una vita dignitosa”. Il gruppo “Disoccupati piceni” è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, chiamare o inviare un messaggio, al numero WhatsApp 334 7555 410. Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle prossime iniziative.
Disoccupati Piceni





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