DISOCCUPATI PICENI: “NON CI IMPORTA IL TAGLIO, MA LA QUALITA’ DEI PARLAMENTARI”

Disoccupati Piceni: <Per noi cittadini, la riduzione del numero dei parlamentari, non è prioritario, più che il taglio
lineare, a noi importa la qualità e la presenza sui territori dei rappresentanti. Il taglio si
ripercuote inevitabilmente sulla rappresentanza dei territori e delle persone invisibili.
Per noi disoccupati, la riduzione del numero dei parlamentari, non è prioritario, più che il taglio
lineare della rappresentanza, a noi cittadini, importa la qualità e la presenza sui territori dei
rappresentanti. Il taglio si ripercuote inevitabilmente sulla rappresentanza dei territori, dei ceti più
poveri e delle persone invisibili. Forse sarebbe meglio ridurre le spese e privilegi, impedire i plurimandati,
non è accettabile vedere sempre gli stesse faccie nei seggi elettorali per due, tre,
quattro volte. Nessuno vuole mollare il posto, dal semplice scrutatore, o presidente di seggio, al
candidato regionale, nessun rinnovamento, i giovani oppure nuove figure sono sempre esclusi,
almeno chi ha superato abbondantemente l’età della pensione non si dovrebbe ricandidare,
personaggi che sicuramente hanno responsabilità per questa grave crisi.
Sono anni che le imprese chiudono, ma nessuno è mai intervenuto, applicando la
Costituzione. Gli stessi principi scritti, ma mai applicati concretamente.
Prioritario sarebbe il sistema della scelta dei candidati e la presenza sul territorio. Oggi,
abbiamo,Tutti questi candidati, ma ancora non abbiamo capito quale è la soluzione concreta per
quasi i centomila marchigiani senza occupazione stabile. Nelle Marche abbiamo la Crisi Picena,
Fermana, Maceratese e pure nel Fabrianese, e aggiungiamo purtroppo ancora la ricostruzione
post sismica ferma, cosa manca ancora??
Tutti parlano di Area di crisi, come se questa fosse una parola magica, ma il riconoscimento di
area di crisi per un territorio, indica il fallimento della politica, dei partiti, dei sindacati, di ogni
tipo di rappresentanza, il fallimento di tutti anche di noi cittadini. Alla fine di tutto, pagano
sempre gli ultimi cittadini, con servizi pessimi, nei settori della sanità, infrastrutture, universitari, e
occupazionali. Magari invece di continuare con i premi e i bonus, usiamo questi fondi per aprire una
università picena, con delle facoltà adatte per rilanciare lo sviluppo e la ricerca.
Il gruppo “Disoccupati Piceni”è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, e per
dare una mano, suggerimenti, chiamare o inviare un messaggio,al numero WhatsApp 334 7555 410.
Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere
informati sulle prossime iniziative>.





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