DISOCCUPATI PICENI, INCONTRO CON I DEPUTATI DI FRATELLI D’ITALIA

Richiesto, un ammortizzatore territoriale per aiutare le famiglie e per sostenere i consumi. Anticipo pensionistico, per i disoccupati involontari, residenti nell’area di crisi, con almeno 30 anni di contributi versati all’Inps.

Venerdì scorso, il gruppo dei “Disoccupati Piceni”, ha incontrato presso il Palazzo dei Capitani, di Ascoli Piceno, gli Onorevoli G. Crosetto e F. Acquaroli, entrambi deputati appartenenti al gruppo Fratelli d’Italia. L’incontro è stato organizzato e coordinato dal Consigliere M. Fioravanti, cui va il nostro ringraziamento per l’ascolto e la disponibilità.

Dopo una breve descrizione e il riassunto dei vari passaggi istituzionali che il “Gruppo” ha fatto in regione Marche, siamo entrati nel vivo della discussione. Abbiamo ricordato, che la provincia di Ascoli Piceno, è attraversata da una lunghissima crisi iniziata dal lontano Duemila, un cittadino su tre non lavora ed è senza reddito. Oggi il nostro territorio, detiene il triste primato di avere il cosiddetto “reddito più basso d’Italia” e il più alto tasso di disoccupazione delle Marche, e se aggiungiamo, che siamo stati colpiti da un terremoto devastante, il quadro è drammatico.

Con questa situazione, particolare e drammatica, abbiamo esposto la necessità urgente di trovare un ammortizzatore, per le migliaia di famiglie senza lavoro e reddito, come ad esempio la “mobilità” perché comprensiva anche dei contributi per la pensione. L’attuale, reddito di inclusione, o anche il cosiddetto “reddito di cittadinanza”, assomigliano ad una borsa lavoro, perché entrambi sono privi di contributi per maturare la pensione. La mobilità dovrebbe essere versata almeno per qualche anno, finché ” l’Area di crisi ” riporti il tasso di occupazione, a livelli accettabili. Gli onorevoli, si sono offerti, appena avranno esaminato i dati reali di tutti i disoccupati, di verificare la possibilità e la somma delle risorse necessarie. Nella provincia ascolana, sono presenti circa 8000 disoccupati over50, molti, difficilmente riusciranno a ricollocarsi. Abbiamo, quindi chiesto, di verificare la possibilità di modificare e ridurre l’attuale requisito, dei 63 anni, per usufruire dell’Ape Sociale. Proseguendo sullo stesso argomento, abbiamo suggerito di verificare, se è possibile il ricorso all’isopensione, nota come scivolo pensionistico, introdotto dalla Legge n. 92 del 28 giugno 2012. Significa, che raggiunti i trent’anni di versamenti contributivi, nell’area di crisi complessa industriale, i disoccupati involontari. possono decidere di andare in pensione, senza limite di età.

Ovviamente sono stati esposti, alcuni punti della nostra piattaforma redatta e sottoscritta dai Sindaci del territorio piceno e alcuni del fermano. E’ stato, evidenziato la carenza di infrastrutture strategiche per un sviluppo economico industriale. Noi da tempo, chiediamo la realizzazione di un ateneo Ascolano, che deve diventare, il centro propulsivo per la rinascita economica-culturale dell’intero territorio.

Abbiamo ribadito, una questione secondo noi, importante per cercare di non ripetere gli errori fatti in passato, con la distribuzione “a pioggia”, senza controllo dei finanziamenti alle imprese. Abbiamo chiesto di cambiare il metodo per la distribuzione, delle risorse alle aziende. I lavoratori, il Comune e la Regione, devono sedere nel Consiglio di amministrazione delle società che ricevono risorse pubbliche, come da anni avviene in numerosi paesi. L’onorevole G. Crosetto ha riferito che in Ferrero, nota azienda del Piemonte, i lavoratori già da qualche tempo, partecipano all’elezione dell’amministratore delegato.

A M. Fioravanti, presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno, abbiamo chiesto di portare all’attenzione dell’assemblea comunale, l’ordine del giorno “come aiutare le famiglie in difficoltà”. Questa proposta, la faremo nuovamente a tutti i Comuni dell’area di crisi. Le scelte dei Comuni influiscono sulla vita di molti cittadini. Il non intervenire negli anni scorsi, per fermare le delocalizzazioni aziendali, sicuramente ha contribuito all’impoverimento delle famiglie. Riteniamo, che diventi opportuno, in futuro, aprire un capitolo di spesa per interventi mirati, per i cittadini in difficoltà. Sicuramente l’amministrazione ascolana, si è mossa in questa direzione, dando la possibilità con il limite Isee posto a 13500 euro, di aiutare alcune famiglie escluse dal Rei. E’, un primo esempio d’intervento, da seguire e migliorare, anche per altri Comuni.

L’elenco completo delle nostre proposte può essere chiesto a una nostra delegazione presente il martedì e venerdì al mercato di San Benedetto del Tronto, e mercoledì e sabato mattino in Ascoli in Piazza Arringo, oppure tramite il nostro numero WhatsApp 334 7555 410.

Per Chi vuole entrare nel gruppo, è possibile inviare un messaggio WhatsApp 334 7555 410, è possibile seguire le nostre iniziative anche su facebook e YouTube, basta cliccare “Disoccupati Piceni“, ed essere informati sulle prossimi incontri.

Disoccupati Piceni





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