DISOCCUPATI PICENI, DA UN ANNO ASPETTIAMO RISPOSTE DA DI MAIO…

Disoccupati Piceni: “Sono passati dodici mesi, senza risposte, da maggio dell’anno scorso, quando il vice
premier, nonché Ministro del Lavoro, Sviluppo e Politiche sociali, era in visita nel capoluogo
Piceno. Ormai è una prassi per molti big della politica presenziare prima delle elezioni, e poi
sparire senza risolvere nulla.
A maggio di un anno fa, ad Ascoli arrivava, il vice premier Di Maio, nonché Ministro del Lavoro,
Sviluppo economico e Politiche sociali. Un occasione sicuramente irrepetibile, e diciamo persa per fare
sentire la voce di un territorio terremotato e con gravi problemi occupazionali.
Questa mancanza di risposte, per una crisi iniziata negli anni duemila con le prime chiusure e
delocalizzazioni, è dovuta in parte anche dal fatto, che il nostro territorio continua a rimanere diviso e
privo di una rappresentanza politica sindacale e territoriale. Quel giorno in quella sala erano assenti i
rappresentanti del territorio, mancavano numerosi Sindaci, mancavano gli Onorevoli locali, senatori e
deputati eletti, assenti numerosi rappresentanti sindacali, mancavano persino i disoccupati, erano presenti
solo alcuni imprenditori ed una nostra rappresentanza. Questa è la fotografia dello scollamento della
politica e di ogni altro tipo di rappresentanza con il territorio e le sue difficoltà. Cosa possiamo
pretendere, se in queste occasioni, siamo assenti e mai partecipiamo alla vita civile del nostro
territorio, e poi come è prevista dalla nostra Democrazia, ci deve essere sempre il confronto e il
contradditorio.
Dopo un anno, e numerosi decreti, nulla è cambiato, continua la carenza di posti lavoro, non esistono
piano di sviluppo. Da apprezzare, in questa situazione, sempre più drammatica per alcuni, e nel frattempo
all’area di crisi industriale complessa Piceno-Val Vibrata, si sono aggiunte anche le aree di crisi di Fermo e
Macerata, le proposte di bonus per le vacanze e acquisto bici. Sicuramente, per i cittadini senza
un’occupazione già da molti anni, queste sono esigenze prioritarie. Qualche disoccupato, più fortunato è
riuscito pure ad ottenere qualche buono per la spesa, la cosiddetta “goccia nell’oceano”, perché è un aiuto
temporaneo, che non permette nessuna possibilità di uscire da queste condizione, che porta
inesorabilmente alla miseria. I ogni caso il disoccupato e la sua famiglia continuano a pagare le tasse, e
purtroppo nessuno disoccupato ha ricevuto il premio “performance”, come molti altri hanno ricevuto, pur
essendo il Paese in grave difficoltà economiche, perché abbiamo superato oltre il 155% rapporto debito/pil.
Infine, non va tralasciato il lodevole impegno di alcuni imprenditori abruzzesi, che probabilmente
riceveranno pure risorse a fondo perduto, imprese che si sono unite per pagare un volo charter per portare in
Abruzzo, dove forse non ci sono disoccupati, manodopera del Marocco. Infatti, in questi ultime settimane,
in molte occasioni abbiamo notato forti aumenti dei prodotti agricoli, pur essendo diminuito notevolmente il
prezzo del petrolio. Tutti da giovani, almeno una volta, abbiamo fatto la vendemmia, oppure la
raccolta della frutta, erano 60 euro con il pranzo. Oggi si trova più conveniente prelevare manodopera in
Marocco che pagare la manodopera locale. Occorre un importante riflessione su queste tematiche, lavoro
irregolare, tassazione, e Sviluppo economico-sociale, è ora di guardare e imparare le regole dei Paesi più
evoluti, con i maggiori diritti per i cittadini che conducono le economie al mondo.
Il gruppo “Disoccupati Piceni”è sempre a disposizione per dare soluzioni. Per informazioni, e per dare
una mano, suggerimenti, chiamare o inviare un messaggio,al numero WhatsApp 334 7555 410.
Chi vuole seguirci siamo anche su Facebook, basta cliccare “Disoccupati Piceni”, ed essere informati sulle
prossime iniziative”.





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