CONFINDUSTRIA RICORDA SANTE CASTELLETTI

Questo fine settimana è venuto a mancare il Commendatore Sante Castelletti, grande imprenditore e fondatore della Italiana Manifatture S.p.A., azienda leader nel settore moda a livello internazionale. Attivo sin dai primi anni ’70 divenne presto uno dei protagonisti nello scenario industriale locale fino a diventare uno dei Presidenti più apprezzati di Confindustria Ascoli Piceno dal 1989 al 1993.

Successe nella guida degli industriali ad un altro grande imprenditore, Luigi Fanini, che di lui ebbe grande stima. Gli imprenditori lo ricordano per aver investito molto per la crescita del tessuto imprenditoriale e per le azioni di grande lungimiranza nell’ambito della cultura d’impresa.

Promosse infatti il primo Master in Management e Tecnologia nel maggio 1992 con il sostegno del Fondo Sociale Europeo e a lui si deve la costituzione dell’ICI (Istituto Cultura d’Impresa) organo che, per primo nel nostro territorio e forse a livello regionale, si occupò di una problematica, allora sottovalutata, ma di grande attualità: la sensibilizzazione dei giovani verso la creazione di una nuova classe imprenditoriale che si sarebbe dovuta attivare, sia per fornire ricambio generazionale alle aziende già in essere, sia per contrastare la chiusura e le delocalizzazioni produttive che si sarebbero potute verificare con l’arretramento della Cassa del Mezzogiorno e con l’arrivo di congiunture sfavorevoli.

Proprio alla fine del suo mandato prese piede una delle peggiori congiunture economiche di cui egli stesso, in un discorso tenutosi nell’Assemblea dei Soci del 1992 alla presenza dell’allora presidente nazionale Luigi Abete, descrisse con queste parole: “siamo purtroppo oggi a scontare politiche che hanno troppo a lungo tentato di sedare l’inquietudine della nostra società con l’illusione dell’inflazione e con l’inganno, sottraendo denari alle generazioni future. Oggi la società e gli investitori che si sono resi conto di questa situazione, hanno ritirato quella fiducia avviando una traumatica svalutazione della lira che rischia di danneggiare enormemente l’economia reale, ovvero la struttura produttiva e manifatturiera che è il fiore all’occhiello di questo Paese.”

Tra le tante cose fu amante dell’arte, commissionando lavori di rilievo a numerosi artisti del territorio, tra cui alcune delle ultime opere realizzate dal maestro futurista Cleto Capponi di cui quest’anno ricorre il ventennale dalla morte.

In tanti hanno vivido ricordo delle sue doti umane e filantropiche oltre che per le indiscusse capacità imprenditoriali e per questo numerose sono state le testimonianze di affetto pervenute a cui si aggiungono quelle di tutta la struttura e degli organi di Confindustria che dimostrano l’unanime stima e il sincero cordoglio nei confronti della Signora Emma, dei figli Silvio, Alessia e Paolo oltre che del fratello Franco e della sorella Jolanda.





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