CONFINDUSTRIA, LETTERA APERTA DI SIMONE MARIANI SUL SEQUESTRO DEI VIADOTTI DELLA A14

Ill.mo
Ministro dell’Economia e delle Finanze
Dott. Roberto GUALTIERI
Ministro dei Trasporti
Dott.ssa Paola DE MICHELI
Ministro della Giustizia
Dott. Alfonso BONAFEDE
e p.c.
Prefetto di Ascoli Piceno
Dott.ssa Rita Stentella
Prefetto di Fermo
Dott.ssa Vincenza Filippi
Presidente della Regione Marche
Dott. Luca Ceriscioli
Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
Dott. Sergio Fabiani
Presidente della Provincia di Fermo
Moira Canigola
Sindaci delle Province di Ascoli Piceno e Fermo
loro sedi
Agli Organi di Stampa
loro sedi
Illustrissimi Ministri,
vogliate accogliere questa lettera come la richiesta non solo di un sistema industriale e
manifatturiero già duramente provato dalla crisi economica, ma come unanime appello di una
intera comunità, una popolazione di circa mezzo milione di abitanti che insiste nel sud delle
Marche.
E’ cosa nota che le Marche siano difficili da raggiungere sia per la peculiare morfologia del territorio
che vede molti centri diffusi tra costa e colline dell’entroterra sia per lo svantaggio infrastrutturale
accumulato negli ultimi decenni e che oggi si ripresenta come un’ulteriore tara per le realtà
economiche. Un territorio che non ha avuto ancora il beneficio dell’alta velocità su rotaie, privo di
una terza corsia autostradale come anche di un hub aeroportuale in grado di rispondere alle
esigenze, non solo turistiche, ma anche imprenditoriali e di business.
Ciò premesso, vi sono fattori a nostro avviso che non possono non essere valutati o taciuti e che si
sarebbero dovuti tenere maggiormente in considerazione nella scelta operata dal G.I.P. del Tribunale
di Avellino, pur comprensibile nel merito, di avviare un sequestro preventivo dei viadotti
autostradali della A14.
Rispetto ad un periodo storico ormai passato in cui il pregiudizio di una tale scelta avrebbe inciso
quasi esclusivamente sui costi di trasporto delle merci, cosa che produce comunque un danno
importante per l’economia locale, oggi sempre più vi è un’evoluzione del sistema produttivo che
vede i nostri distretti ormai aperti, con filiere sempre più ampie, con importanti connessioni a livello
internazionale e dove la mobilità degli stessi collaboratori, clienti e fornitori è essenziale per la
sopravvivenza delle nostre imprese e per garantire quella tenuta alla crisi che qui più che altrove
morde.
Ricordiamo, laddove ve ne fosse bisogno, che in questo territorio insistono due aree industriali di
crisi complessa e un cratere sismico nel quale molte aspettative sono state già disattese in chiave di
velocizzazione di investimenti pubblici per la ricostruzione.
Riteniamo superfluo argomentare ulteriormente la nostra situazione che vede una continua fuga dei
giovani, ma anche dei meno giovani, verso i grandi centri sempre più attrattivi di risorse
professionali e di capitali. Anche superfluo sarebbe argomentare come il nostro centro studi abbia
stimato già in diversi milioni di euro il danno conseguente alle ritardo nelle consegne, al maggior
costo che si sostiene quando si rende necessario optare per un percorso sul versante tirrenico e
quindi sulla A24, anch’essa fortemente interessata da lavori di adeguamento, anticipare tutte le
trasferte del personale di almeno otto ore per garantire il rispetto degli appuntamenti, dei check-in
aeroportuali, dirottando su tutti i percorsi alternativi possibili, fino al dover rinviare o annullare
importanti appuntamenti di lavoro o peggio ancora le visite di buyers, scoraggiati dall’idea di dover
affrontare un viaggio non più solo lungo, ma addirittura di durata indeterminabile.
Ora sappiamo bene che tutte le azioni messe in campo sono frutto di una responsabile scelta
finalizzata a limitare rischi di incolumità per gli utenti di quel tratto autostradale e non è nostra
intenzione sminuire o delegittimare tale scelta ma è nostro dovere, nel rispetto delle attività
economiche che rappresentiamo, far volgere anche la Vostra attenzione e quella di tutti gli organi
competenti, su altri rischi o meglio su ben concreti danni che questa scelta sta comportando, e di
cui non vi è alcun orizzonte temporale.
Poniamo quindi fiducia nelle istituzioni che auspichiamo attivino qualsivoglia concreta iniziativa
volta a limitare questi pregiudizievoli effetti, come ad esempio il dissequestro concomitante una
importante limitazione nella velocità di transito sul tratto interessato con conseguente riduzione di
rischio incidenti, purché questa arteria, l’unica ormai a garantire la vitalità del nostro territorio,
rimanga il più e il meglio possibile aperta e percorribile senza i disagi che stiamo attualmente
vivendo.
In fede.
Il Presidente
Dott. Simone Mariani





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