ASCOLI, GLI UOMINI SONO GLI STESSI DI PRIMA: E’ CAMBIATO IL MANICO

Onore al merito a Davide Dionigi. E’ vero, l’Ascoli non ha fatto ancora nulla e la strada per la salvezza è tutta in salita, prima però era indirizzata tutta in discesa. La squadra ha rialzato la testa e, visto che i giocatori sono rimasti gli stessi, è chiaro che cosa è cambiato: l’allenatore. Se l’Ascoli è tornato dopo tanto tempo alla vittoria qualche motivo ci sarà. Per la verità avrebbe meritato il successo già a Venezia e quella sconfitta resta un grande rammarico: con il risultato giusto rispetto a quanto visto in campo la classifica avrebbe adesso tutto un altro sapore. Adesso i bianconeri corrono meglio perché sono messi meglio in campo. Dionigi non solo ha cambiato modulo tattico alla squadra (c’era chi si vantava di essere un allenatore anti schema…) adattandolo alle caratteristiche dei giocatori ma ha anche cambiato la loro testa. Cosa ci ha messo il nuovo tecnico più degli altri? Tanta umiltà e, soprattutto, ben 480 presenze in campo tra A, B e C come giocatore con 131 reti. Essere un bravo attaccante non significa diventare automaticamente pure bravo allenatore ma uno che ha una tale esperienza qualcosa di calcio avrà visto e ci capirà o no?