A LECCE SQUADRA IMPRESENTABILE E I TIFOSI SE NE VANNO DOPO MEZZORA

Impresentabile, inguardabile, irriconoscibile ed meglio fermarsi qui perché si potrebbe anche andare oltre. Questo l’Ascoli che è sceso in campo o, meglio, non è sceso in campo a Lecce. Oltre 12.000 spettatori allo stadio di Via del Mare a spingere i giallorossi, quasi 200 gli ascolani al seguito della squadra di Vivarini che si fanno ben sentire dopo appena un minuto. Ma, poi, non si possono incassare gol così dopo nemmeno quattro minuti: Ascoli che passa in svantaggio quando era lanciato in un contropiede che aveva tutti i crismi per diventare pericoloso con Ninkovic che sbaglia l’appoggio, cross in area, torre al centro di La Mantia e Tabanelli, tutto solo, che insacca di sinistro la sua quinta rete stagionale. Troppo facile ma l’Ascoli non è nuovo in questo campionato a impatti “morbidi” nei primi minuti di entrambi i tempi, che costano caro. Dopo dieci minuti arriva il raddoppio di Petriccione (primo gol in stagione) al 16′ e partita già finita. Lecce forte, certo, ma pure dotato di un furore agonistico che manca invece totalmente a tutti i bianconeri. Tanto che al 18′ arriva la terza rete di La Mantia (al dodicesimo centro stagionale) e l’Ascoli si avvia alla figuraccia: figuraccia che chi si sobbarca 1200 chilometri per vedere giocare, sottolineiamo giocare, la propria squadra non merita. Arrivano il quarto gol di Mancosu (24′) e il quinto di Falco su rigore alla mezzora. Un gol ogni sei minuti alle spalle di Milinkovic, quasi un record, triste, nella centenaria storia bianconera. Come precedente simile c’è solo un Ascoli-Verona che finì 0-5 il 27 aprile del 2013 con tutte le reti nel primo tempo ma in 39 minuti: 7′ e 39′ Cacia, 13′ e 18′ Gomez, 31′ Martinho i marcatori. Giustamente i tifosi dell’Ascoli abbandonano il loro settore e se ne vanno in segno di protesta e contestazione. Una squadra di tutti colpevoli, certo, ma è chiaro che pure Vivarini ha le sue colpe perché in campo non può mandare una squadra così, letteralmente impresentabile. La società dovrà farsi sentire, i tifosi certamente lo faranno. Nella ripresa l’Ascoli non riesce nell’impresa di… mantenere il passivo: arrivano il sesto gol, ancora di Tabanelli, il settimo, ancora di Mancosu. Il Lecce infierisce e nessuno dei bianconeri ha il carattere per far capire agli avversari che è ora di finirla. Un allenamento per i salentini con i bianconeri come sparring partner: finisce 7-0.