VIRUS E BATTERI, LA PAROLA AL DOTTORE

Di tutti i microrganismi (o microbi) quelli capaci di danneggiarci quasi sempre appartengono o all’una o all’altra di queste due categorie. I virus sono i più piccoli e semplici esseri viventi. Sono poco più di poche molecole assemblate insieme con l’unico scopo di riprodursi. Contengono una sequenza di DNA che indica come devono essere fatte le molecole che li formano. Ma essi da soli non sono capaci di costruirle. Devono diventare parassiti di una cellula di un organismo (che sia complesso o semplice – anche soltanto un batterio – non importa) con cui mescolano il proprio DNA che contiene l’ordine di costruire copie di se stessi. Quando la cellula, costretta ad eseguire, si è riempita di copie del virus, esplode e le copie passano ad altre cellule vicine. E così via, fino a quando o l’organismo ospite muore per il danno arrecato, oppure riesce con il suo apparato immunitario a bloccare il virus e a liberarsene. Così è fatta una malattia virale. Per esempio il comune raffreddore, ma anche la poliomielite, l’epatite, le encefaliti.

Come abbiamo detto più volte, abbiamo poche armi contro i virus. Solo pochi sono sensibili a qualche farmaco. I comuni antibiotici non li fermano. Ci riescono invece i vaccini specifici che attrezzano l’apparato immunitario contro di loro. Diffusi nell’ambiente, i virus sopravvivono poco. Hanno quindi bisogno di passare da un ospite all’altro, continuamente.

I batteri invece (chiamati anche ‘germi’ o genericamente ‘microbi’) sono esseri unicellulari di antichissima origine. Sono i primi esseri viventi comparsi sulla Terra, miliardi di anni fa. Da allora hanno invaso ogni angolo della superficie terrestre e ogni bacino d’acqua. Da pochi decenni si è potuto dimostrare che alcuni di essi esistono perfino a chilometri di profondità, anche nel ghiaccio dell’Antartide o negli abissi dell’oceano. Sono stati trovati addirittura in prossimità di crepe del fondo oceanico che lasciano penetrare il calore del magma. Lì la temperatura dell’acqua raggiunge i 140 gradi e non bolle solo per l’enorme pressione. Questi veri e propri superbatteri sono chiamati Archaei (si pronuncia archèi). I batteri sono ovunque possono trovare sostanze da utilizzare, anche dentro il nostro corpo, dove arrivano dall’esterno, attraverso le vie respiratorie, digerenti o urinarie. La loro presenza normalmente non è dannosa, e qualche volta è utile, perché sono capaci di sintetizzare sostanze che altrimenti non potremmo avere. Solo alcuni sono capaci di danneggiarci, vivendo a spese dei nostri tessuti, se riescono a superare le difese immunitarie di superficie. Questi sono i ‘batteri patogeni’. Ci siamo abituati a norme igieniche che limitano il numero di germi con cui veniamo a contatto (lavarsi le mani, cuocere gli alimenti, ecc.), ma è illusorio pensare di evitare le malattie infettive con questi mezzi. Se entriamo a contatto con un germe patogeno, solo le capacità del nostro apparato immunitario di difesa e gli antibiotici possono averne la meglio. E l’unica prevenzione possibile risiede nei vaccini che sono capaci di allertare l’organismo verso i più pericolosi, virus compresi, e diminuirne la circolazione fino alla totale scomparsa, come è accaduto con il vaiolo.

Non si deve esagerare con maniacali scrupoli di igiene nel vano convincimento di mettersi al riparo da ogni forma di infezione. I germi fanno parte dell’ambiente e convivono con noi, dobbiamo farcene una ragione. Possiamo fare ciò che vogliamo, ma, se ci sono le condizioni adatte, essi si diffondono in ogni nicchia, compreso il nostro corpo, e continueranno a costituire la biomassa più grande tra tutti gli esseri viventi della Terra, più dei vegetali e degli animali messi insieme.

dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

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