PROPOSTA DI LEGAMBIENTE AL COMUNE, CREARE UNA BANCA DATI DELL’AMIANTO CON UN DRONE

AMIANTO: EMERGENZA INFINITA. OGGI E’ POSSIBILE FARNE LA MAPPATURA CON UN DRONE PARTICOLARE.

Non c’è dubbio – scrive Legambiente in una sua nota – che Ascoli vive ormai da decenni una vera e propria “Emergenza Amianto” costituita dai tetti dei capannoni industriali dismessi e da tante baracche con coperture in amianto. Si tratta di una vera e propria Bomba Ecologica, una superficie di diverse decine di ettari di coperture in amianto, su cui il Comune di Ascoli e deve intervenire al più presto! Quel che è certo è che non si può perdere altro tempo, perché l’amianto in dispersione oggi provocherà sicuramente un domani, nei prossimi anni, una grande quantità di casi di mesotelioma pleurico, tumore ai polmoni, alla laringe, alle ovaie. Il tempo di latenza puù essere molto lungo, anche di cinquant’anni, ma l’incidenza è del 100% – sarebbe a dire che il 100% delle persone che inalano le fibre di amianto contraggono il tumore specifico.

Ricordiamo che alcuni anni fa è stato realizzato il “Piano di Recupero area Castagneti” in cui sono state censite le superfici d’amianto e da allora la situazione non è cambiata. E’arrivato il momento di bonificare una buona volta i capannoni industriali dismessi pieni d’amianto in “Zona Castagneti” e in zona Campolungo, le baracche abusive in amianto nelle campagne e lungo i corsi dei fiumi. Per non parlare del clamoroso caso della Scuola alle Tofare.

Tre anni fa Legambiente ha presentato il dossier “Liberi dall’amianto”, con delle cifre inquietanti sulla presenza dell’Amianto nelle nostre città. Nel nostro paese ci sono circa 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire, pari ad almeno 75.000 ettari di territorio, e sono almeno 50.000 gli edifici pubblici e privati ancora da bonificare.

L’amianto è un vero e proprio nemico pubblico nel nostro paese, nonostante sia stato messo al bando 26 anni fa con la Legge 257 del 1992. Tante sono state in questi anni le Vittime dell’Amianto, tante persone hanno perso la vita a causa della fibra killer. Per evitare questa strage silenziosa è necessario attirare l’attenzione sull’attuale situazione e attivare tutta una serie di  interventi e di bonifiche. Ogni anno, in Italia muoiono ancora 4mila persone per tutte le malattie asbesto-correlate, con oltre 15mila casi di mesotelioma maligno diagnosticato dal 1993 al 2008 (dati del Registro Nazionale Mesotelioma dell’INAIL).

Nelle Marche, in particolare, è stato approvato il Piano Regionale Amianto ed è stato completato il censimento: ne viene fuori che in tutto il territorio marchigiano ci sono 12.773 coperture in cemento-amianto, e sono presenti 15.442 edifici con amianto tra strutture pubbliche e siti industriali. Ma come stanno le cose nel territorio di Ascoli Piceno? Siamo sicuri che tutti i manufatti contenenti amianto siano stati censiti? Ci permettiamo di dubitarne, dato che nel nostro territorio i manufatti che presentano una copertura in amianto sono centinaia e centinaia, e molti sono visibili da chiunque ad occhio nudo.

Secondo Legambiente Ascoli Piceno, “Il Comune di Ascoli deve fare al più presto il censimento non solo degli edifici pubblici da risanare, ma anche degli edifici privati da bonificare, cioè tutti gli edifici privati che hanno manufatti con coperture in amianto che si stanno sfaldando, disperdendo le pericolose fibre nell’ambiente. Il Sindaco Castelli deve emettere tutta una serie di Ordinanze in cui si intima al privato di bonificare entro un certo termine. Occorre istituire al più presto uno ” Sportello Amianto ” presso il quale raccogliere le segnalazioni delle situazioni a rischio e fornire informazioni utili ai cittadini.

Infine, Legambiente fa una proposta all’Amministrazione: “Con una modica spesa di qualche migliaio di Euro si potrebbe acquistare un drone dotato di quattro spettrometri, chiamati MIVIS (Multispectral Infrared and Visibile Imaging Spectrometer), in grado di individuare senza ombra di dubbio le coperture in amianto in base ad un’analisi spettrometrica. In base ai dati raccolti da questo drone, si potrebbe facilmente creare una Banca dati dell’amianto e una mappatura catastale con geolocalizzazione dell’intero territorio comunale con l’indicazione delle coperture in amianto, da aggiornare periodicamente, e in base alla quale programmare i vari interventi. In Valle d’Aosta è già stato fatto….”      

CIRCOLO LEGAMBIENTE ASCOLI PICENO

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