PICCHIO, PALLA A BELLINI: PRIMA MOSSA OBBLIGATA IL NUOVO TECNICO

L’Ascoli ad un passo dal baratro ma non ancora dentro. La palla passa ora a Francesco Bellini, appena rientrato dal Canada. Il patron dovrà decidere se dare seguito alle sue minacce (niente mercato) oppure rinforzare la squadra. La scelta, dal punto di vista squisitamente finanziario, non dovrebbe nemmeno porsi: una società di serie C non vale nemmeno la decima parte di una di B. Alternativa: Bellini potrebbe allora passare la mano. Prima di tutto: a chi? Qui non servono le chiacchiere ma i soldi. E poi: chi comprerebbe una società che non si sa se resterà in B? E a quale prezzo?

Sperando che Bellini cambi idea la prima mossa appare segnata ed obbligata: un nuovo tecnico. Fulvio Fiorin, scelto come traghettatore di Maresca, è più un teorico del calcio e dei giovani che quel vero e proprio allenatore che serve al Picchio in questo momento. Proprio in quest’ottica si potrebbe spiegare l’inserimento al Curi di De Feo (invece che Carpani, Clemenza o Baldini tanto per fare qualche nome): ma l’Ascoli non sta disputando un campionato giovanile dove tutti debbono giocare e si possono fare esperimenti. L’Ascoli si sta invece giocando un’annata chiave per il suo futuro. Spazio quindi a Cosmi o chi per lui, basta che si tratti di un tecnico di provata esperienza per la categoria. Subito, però: le ultime quattro giornate dell’andata dovranno servire al nuovo tecnico per farsi un’idea sulla squadra e su quello che le servirà per disputare un ritorno super. Perché, girando a 20 punti (e già sarebbe una bella cosa), servirà un exploit per salvarsi. Una cosa sia chiara, se qualcuno ancora non l’ha capita: ad Ascoli a retrocedere con il sorriso in bocca non ci sta nessuno…