PARCHEGGIO SAN PIETRO IN CASTELLO, LETTERA APERTA DI ITALIA NOSTRA

  • Alla Soprintendenza di Ancona
  • Ill.mo Dott. Marco Fioravanti Sindaco di Ascoli Piceno 
  • Assessori e Consiglieri del Comune di Ascoli
  • arch. Anna Casini Vice Presidente Regione Marche
  • Deputati e Senatori al Parlamento Eletti nella Circoscrizione di Ascoli Piceno
  • Dott.ssa Mariarita Signorini Presidente di Italia Nostra- Roma
  • Dott. Maurizio Sebastiani Pres. Cons. Reg. Marche di Italia Nostra
  • Associazioni Culturali e di Tutela- Ascoli Piceno
  • Ordini Professionali di Ascoli Piceno
  • Organi d’Informazione 

Chiesa di San Pietro in Castello: come volevasi dimostrare.

Non poggiavano sulle sabbie mobili le preoccupazioni sulle modalità di utilizzazione dell’area contigua alla Chiesa di San Pietro in Castello, quando fu fatto presente che quel sito conservava  sicuramente  testimonianze pregevoli  ed importanti di monumenti e costruzioni sicuramente antecedenti all’attuale conformazione dell’edificio di culto.

Troppo importante, a nostro parere, era il sito di cui trattasi dovendo  sicuramente ritenersi che  già in epoca romana  fu utilizzato proprio per la posizione particolarmente favorevole per la realizzazione di strutture difensive. Strutture successivamente utilizzate durante il periodo di dominazione longobarda. D’altra parte il fatto che si parli di San Pietro  “in castello“, giustifica ampiamente questa supposizione.

Ma l’importanza del sito assunse un rilievo ancora maggiore, quando  fu ivi realizzata la prima chiesa circa  nell’anno mille con annesso il primo episcopio di Ascoli.  Importanza confermata dalla custodia nella Chiesa delle spoglie di San Benedetto Martire.  Senza dimenticare che proprio per l’importanza della Chiesa, per la sua consacrazione furono invitati vari Vescovi tra cui Sant’Ubaldo Vescovo di Gubbio.

L’attuale struttura della Chiesa, sopraelevata rispetto alla base della precedente costruzione, si deve ai lavori effettuati nella seconda metà del 1400.

L’individuazione dell’antico portale situato a circa un metro al di sotto dell’attuale piano di calpestio  conferma  la nostra precedente supposizione. E’ da ritenersi che analoghe scoperte dovrebbero o potrebbero esser effettuate  in corrispondenza dell ‘abside.

Un fatto è comunque certo: tutto quanto da noi evidenziato conferma l’inopportunità di destinare una sito così denso di memorie storiche e di presenze  archeologiche e monumentali  alla realizzazione di un parcheggio per   poche  auto.

Rimane, quindi, salda la nostra convinzione che il sito dovesse essere utilizzato in maniera più rispettosa di questi pregevoli resti di memorie storiche, con interventi in grado di valorizzarle, previa un sistemica individuazione di tutti i resti degli antichi edifici e delle remote testimonianze di civiltà, inserendone la visione e la fruizione  in un progetto di sistemazione, eventualmente simile a quello elaborato ed illustrato da due giovani architetti in un Incontro dalla Sezione dedicato al tema, che prevedeva di destinare l’area alla realizzazione di una struttura idonea a fornire servizi culturali innovativi alla città utilizzando, tra l’altro, in maniera conveniente gli edifici già presenti nell’area, che conservano sostanzialmente la forma dell’antico castello, termine  con cui ancora oggi viene indicato il sito stesso e realizzando una sorta di teatro all’aperto con la visione del magico profilo della città di Ascoli e delle rupi del Colle San Marco.

Siamo comunque certi  che la Soprintendenza di Ancona, saprà con il consueto attento e meticoloso rigore seguire l’evolversi dei lavori in corso di effettuazione per salvaguardare almeno l’integrità e la valorizzazione dei reperti  già venuti alla luce e di quelli  che dovessero ancora essere  individuati.

Profondamente grati per quanto verrà fatto a tutela di questo importante sito della Città di Ascoli, ringrazia sentitamente e porge distinti saluti.

Il Presidente della Sezione di Ascoli Piceno (Prof. Gaetano Rinaldi)

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Appare opportuno allegate la nota elaborata dalla Sezione nel 2015 dove con maggiore precisione furono espresse le perplessità sulla destinazione di un sito così importante alla realizzazione di un anonimo parcheggio.

Riteniamo che prima o poi si comprenderà che l’unica possibilità per la città di assumere il ruolo che le spetta e che merita sia quella delle valorizzazione sistemica di tutte le Testimonianze di Civiltà di cui è ricca.

La Sezione, profondamente convinta delle necessità di imboccare la strada della cosiddetta “ opzione culturale” proseguirà comunque il suo impegno per la realizzazione del Distretto delle Testimonianze di Civiltà delle Terre della Primavera Sacra e della Riviera delle Palme e dei Dieci Parchi Culturali ed Ambientali, individuati come Moduli nel più complesso Progetto del Distretto.  Naturalmente nell’ambito dei Parchi proposti, assume fondamentale importanza per il rilancio del ruolo e della funzione della città IL PARCO CULTURALE ED AMBIENTALE DI ASCOLI, GIARDINO DI PIETRA.

E’ augurabile che prima o poi si comprenda l’esigenza non più rinviabile di intraprendere questi percorsi impegnativi ed esaltanti.

Differentemente continueremo a lamentarci in maniera sterile delle condizioni di crisi della città e del territorio senza peraltro che in fondo al “tunnel” si intraveda  qualche tenue luce di speranza.

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