NINKOVIC SI FA ESPELLERE E RESUSCITA UNO SPEZIA GIA’ MORTO

Per l’Ascoli la formazione annunciata con la conferma di Rubin, l’ingresso di Frattesi per Cavion e Rosseti, non ancora al massimo per i problemi alla caviglia, a partire dalla panchina. Proprio al fischio d’inizio un pallido sole illumina lo stadio spezzino dopo una notte di temporali. I tifosi bianconeri incitano subito a gran voce Troiano e compagni. I bianconeri, per l’occasione in maglia rossa, partono decisi e Addae rischia immediatamente un giallo al primo intervento. Al 10′ colpo di testa di Troiano e grande intervento di Lamanna a ricacciare il pallone (il bianconero chiede addirittura il gol). Sul contropiede successivo Lanni è costretto a salvare due volte per una difesa troppo scoperta. L’Ascoli prova a comandare il gioco e preme, senza magari creare troppi pericoli ma dando una sensazione di solidità.  Al 17′ arriva però il vantaggio bianconero: è  Brosco che salta più in alto di tutti su corner di Ninkovic e insacca con Lamanna immobile. Attorno alla mezz’ora lo Spezia abbozza una reazione, Lanni salva su un’uscita spericolata per respingere in tuff un cross. Qualche mischia in area bianconera e un rasoterra su cui Okereke non arriva.

Tifosi bianconeri fantastici e preponderanti, l’Ascoli gioca praticamente in casa. E la squadra di Vivarini colpice ancora: cross dalla sinistra di Ninkovic e Ardemagni, contrastato da un avversario, ci mette la punta-suola della scarpa per insaccare al 33′. Frattesi fallisce di poco un sinistro a giro (40′) poi ancora qualche mischia davanti a Lanni e la schiocchezza di giornata di Ninkovic. Lo slavo viene ammonito per un fallo, forse sanzione eccessiva perchè lo spezzino cade platealmente, e manda a quel paese l’arbitro che ci pensa sopra. Anche troppo. Alla fine spinto dalle urla del pubblico Volpi tira fuori il secondo giallo ed espelle Ninkovic. Episodio pesante, non perdonabile al bianconero perchè commesso in un momento in cui lo Spezia era bello che finito. L’ira della tribuna si rivolge così verso la dirigenza bianconera. Si accende un piccolo parapiglia sedato dagli inservienti. lLanni salva ancora su Da Cruz prima dell’intervallo. Qualche contatto proibito anche al ritorno negli spogliatoi, come era accaduto anche un anno fa.

Ad inizio di ripresa arriva anche il rigore per una presunta trattenuta di Laverone.  Volpi, volente o nolente, sta indirizzando la gara. Galabinov spiazza Lanni e lo Spezia accorcia le distanze: 1-2 al 50′. Ancora dirigenza bianconera sotto tiro in tribuna. Come volevasi dimostrare il pianto spezzino del dopo Foggia sta pagando, anche troppo. Traversa di Okereke, la palla rimbalza in campo. Ascoli adesso in difficoltà,  in bambola come a Lecce e Okereke su una dormita generale pareggia (2-2). In tribuna continua a succedere di tutto senza che nessuno intervenga con i dirigenti dell’Ascoli sotto tiro: sembra anche una bottiglia di plastica contro la moglie del patron Pulcinelli e un calcio verso Faenza. Una punizione di Ciciretti viene ribattuta con i pugni da Lamanna e Troiano sparacchia fuori. Traversa di Galabinov su punizione (63′) con Lanni fuori causa: ora il pubblico spezzioni si spella le mani mentre Troiano abbandonando il campo per Casarini fa vedere il colpo ricevuto all’arbitro (68′). Lanni salva sullo scatenato Okereke. Entra Rosseti per Ardemagni (73′). A dieci minuti dalla fine il gol del 3-2 di Galabinov riscatena gli insulti della tribuna. Ascoli in ginocchio ma tutto è nato dall’espulsione di Ninkovic: avremmo visto tutta un’altra partita. Lo Spezia nel convulso finale ha due grosse occasioni per il 4-2 ma le getta all’aria e Brosco, in tuffo, sfiora il pareggio di testa: bravo Lamanna a respingere. Chiusura con Tosti e Ciccoianni scortati fuori dalla tribuna centrale. Un brutto spettacolo, davvero.