MANULI, IL 4 SETTEMBRE INCONTRO PER I LICENZIAMENTI

IL 4 SETTEMBRE INCONTRO CON LA MANULI PER I 100 LICENZIAMENTI

STOPPIAMO LO SCEMPIO DI QUESTA MULTINAZIONALE ANTI ITALIANA , A DISPETTO DEL NOME

TORNIAMO A CHIEDERE ALLE ISTITUZIONI LA PROTESTA ECLATANTE DELLA RICONSEGNA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELLE FASCE TRICOLORE
Il 4 settembre ci sarà l’incontro; ma permane buio fitto sullo stabilimento Manuli Idraulica di Ascoli Piceno. L’OIL MARINE senz’altro rimane; ma il perimetro della fabbrica storica Manuli è destinato all’azzeramento; altri 100 disoccupati in più per il Piceno.
La Manuli, questa Multinazionale anti italiana a dispetto del nome, ha scritto un sacco di cazzate nella procedura di mobilità, bugie buone soltanto per cortigiani allocchi; vuole spiegare, mentendo, perché deve chiudere lo stabilimento di Ascoli Piceno.
Quelle sciocche e drammatiche bugie le cestiniamo subito, sentiamo il dovere di organizzare ogni sorta di difesa; fare ogni argine possibile contro i 100 licenziamenti annunciati.
Il pensiero debole di tanti, troppi, utili idioti, ci invita a considerare la partita persa ed a salvare quello che è salvabile; aggrappandoci a qualche possibile investimento sull’OIL per recuperare qualche posto di lavoro.
Ma di pensiero debole in pensiero debole abbiamo distrutto le nostre difese e fatto tracimare una cattiva melma che essicca la nostra economia territoriale e genera disoccupazione.
L’apertura di mobilità per 100 licenziamenti della Manuli sta scivolando silenziosamente sopra la testa del territorio ; non più reattivo perché più volte martoriato.
Eppure in questo quadro disarmante, mai e poi mai possiamo affrontare la questione Manuli con il pensiero debole, sarebbe uno scellerato suicidio politico economico del territorio.
Le Istituzioni sono ormai rassegnate?! Abbiano uno scatto di orgoglio per difendere il territorio, ridiano indietro le fasce tricolore.
La Manuli può continuare a produrre in Ascoli Piceno prodotti di idraulica. Il presidio Manuli in Ascoli Piceno, nella drammatica vicenda dello smantellamento sostanziale della fabbrica e la sua delocalizzazione in Polonia, nel 2009, ha spazio industriale per un suo ruolo produttivo, pur marginale.
Il blitz di fine luglio con la dichiarazione di chiusura definitiva dello stabilimento “ Idraulica” è figlio della fragilità del territorio.
La Manuli ha ritenuto di poter fare l’ultimo scempio; finire lo sporco lavoro e chiudere totalmente la fabbrica storica licenziando gli ultimi 100 lavoratori.
Questo non possiamo, non dobbiamo permetterlo.

SEGRETERIA PROVINCIALE UGL

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