L’ALLERGIA, LA PAROLA AL DOTTORE

L’ALLERGIA:

“Durante l’evoluzione le specie si sono attrezzate per la propria sopravvivenza meglio che hanno potuto. L’infiammazione (che abbiamo esaminato la volta scorsa) è un meccanismo fondamentale teso ad evitare la contaminazione del corpo da parte di parassiti o la penetrazione di sostanze estranee dannose attraverso le grandi superfici di contatto con l’ambiente: la pelle, le congiuntive, le mucose respiratorie e intestinali (queste ultime due si penserebbe che facciano parte dell’interno dell’organismo, ma in realtà sono punto di contatto con ciò che viene respirato o ingerito dall’esterno). Il meccanismo reattivo della difesa immunitaria, di cui l’infiammazione è il prodotto, è cieco, automatico: distingue ciò che è proprio (il self) da ciò che non lo è (il non-self) e si comporta di conseguenza. A volte esagera o sbaglia, e la protezione può diventare malattia.

Degli sbagli (le malattie autoimmuni) parleremo un’altra volta. L’allergia è l’esagerazione. Il nome deriva dal greco (àllos, altro, diverso + érgos, azione) e indica una reazione di tipo infiammatorio rivolta a sostanze che quasi tutti invece tollerano, quando ne vengono a contatto. Per esempio, la crisi asmatica allergica è reazione a sostanze inalate (pollini o altro), con restringimento protettivo dei bronchi. Ma la quasi totalità degli individui non reagisce a queste sostanze e si limita a inglobarle nel muco e ad espellerle con il catarro. Così pure arrossamenti, bruciore e prurito per il contatto della pelle con qualcosa (per esempio metalli, ma qualunque sostanza può provocare reazioni cutanee) che normalmente viene tollerata.

Quella dell’allergia è un’infiammazione un po’ particolare a causa del tipo di cellule che entrano in gioco, cellule trasportate dal sangue e annidate nei tessuti che s’infiammano (bronchi, pelle, naso, congiuntive). E’ una risposta molto rapida, molto intensa dal punto di vista vascolare, con gonfiore (a volte vere e proprie bolle piene di liquido) dovuto all’acqua che filtra dai vasi dilatati; porta prurito, piuttosto che dolore, e il grattarsi accresce la reazione.

Questi i concetti base. Come si diventa sensibili in questo modo a certe sostanze (dette perciò allergèni)? C’è una predisposizione genetica, ma forse anche un’esposizione massiccia a questi allergeni in età precoce. Fatto sta che si diventa allergici. A volte molto e in maniera fastidiosa, a volte poco e in forma tollerabile. Molto si è detto sull’igiene ossessiva dell’attuale modo di vivere quale causa di tante allergie. Sembrerebbe che l’apparato immunitario, non avendo molto da fare contro microbi e affini, perché ne incontra pochi, devii dalle sue funzioni e si accanisca a proteggere l’organismo da sostanze innocue, quando non occorrerebbe farlo.

Le cure (soprattutto antistaminici, nei casi gravi il cortisone) mirano ad attenuare i sintomi. Le cosiddette ‘vaccinazioni antiallergiche’ cercano invece di smorzare la reazione introducendo a dosi crescenti le sostanze incriminate direttamente dentro i tessuti, per iniezione. Così facendo l’apparato immunitario impara a riconoscerle. La reazione diventa allora quella tradizionale e le sostanze, riconosciute come non-self,  vengono bloccate prima che possano stimolare la reazione allergica. Queste procedure vaccinali funzionano bene se la sostanza è unica e ben individuabile con le prove sul braccio (prick trest). Ma sono lunghe e impegnative. Per le forme lievi è meglio… grattarsi”.

il dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

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