L’ALLATTAMENTO, LA PAROLA AL DOTTORE

Ho fatto il pediatra per decine e decine di anni. Ho assistito migliaia di mamme nel loro primo impegno a favore della creatura cresciuta nel loro corpo, poi improvvisamente fuori, senza più il meraviglioso automatismo della nutrizione in utero. Vederla, toccarla… un grande avvenimento, ma anche una enorme responsabilità, quella di avere nelle mani la vita del neonato. Ecco il problema.

Potrebbe sembrare, questo, un argomento destinato a pochi, ma so che non è così. Intorno a una vita che inizia ruota l’interesse vivo di tante persone: genitori e nonni, innanzitutto, ma anche zii, amici e conoscenti, tutti tesi a proteggere questa nuova esistenza. Oggi poi, con i social, si condivide tutto, figuriamoci un problema di questa portata. I consigli e le raccomandazioni fioccano, anche se non richiesti, e la neo-mamma viene bombardata senza pietà: fai così, attenta a non fare questo, guai a fare quest’altro… Con la normale tendenza alla depressione durante puerperio, il rischio è la crisi del piccolo sistema madre-figlio, la perdita della possibilità di allattare e il trasformare una grande gioia in una disgrazia.

E allora ecco il principale consiglio: lasciate in pace la madre e il bambino. Isolateli, proteggeteli. Loro si sono separati apparentemente in modo totale, adesso sono due creature, ma non è vero: sono ancora un sistema unico, sono ancora fusi in una unica unità funzionale, sono interdipendenti, né più né meno di quando erano un corpo solo. L’allattamento è il cordone ombelicale che continua ad operare dopo la separazione fisica. Questo il suo valore, questa l’importanza che ha. Il neonato non succhia dalla madre soltanto latte, nutrimento, succhia anche benessere, dopo il trauma della separazione. Con il finissimo olfatto di cui è dotato ‘sente’ la presenza materna, ne è avvolto e rassicurato, e avidamente la cerca e la inghiotte.

Lasciate in pace una madre che allatta. Se è la prima volta, avrà bisogno di essere rassicurata, questo sì, ma ripetetele continuamente che niente è cambiato, rispetto alla situazione prima del parto. Come non aveva bisogno allora di saper cosa fare, non ne ha bisogno adesso. Che tenga il bambino stretto a sé e, quando si sveglia, gli offra il seno: non c’è bisogno d’altro. Niente orari, niente doppie pesate per sapere quanto latte ha preso! Sono solo fonte di ansia e la vita di oggi è già troppo ossessionata dal nostro pensare per aggiungervi problemi inutili. Ogni coppia madre-figlio è diversa da tutte le altre ed è perciò pericoloso e inutile applicare regole valide nella media dei casi.

Infine – e che sia subito ben chiaro per tutti gli interessati – il latte materno, come semplice alimento, è oggi egregiamente sostituito dai prodotti del commercio. Non è questo il suo valore, ma è quello che ho detto sopra, psicologico e fisiologico, con in più una sicura protezione grazie a sostanze che nemmeno siamo in grado di definire con esattezza, ma che sicuramente esistono nel latte materno e si sono affermate durante l’evoluzione della specie umana. In questo senso, nessun latte artificiale potrà mai competere con esso.

dottor Karol (Carlo CAPPELLI)

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