LA TOSSE, LA PAROLA AL DOTTORE

Si tratta di un movimento respiratorio anomalo, destinato a liberare le vie respiratorie. Consiste in una inspirazione profonda, seguita subito dopo da una contrazione vivace dei muscoli espiratori a glottide chiusa (la glottide è lo spazio tra le corde vocali), il che fa aumentare di colpo la pressione della colonna aerea contenuta nei bronchi e nella trachea. All’improvvisa apertura della glottide la colonna d’aria viene espulsa con violenza insieme a tutto il contenuto da espellere. Lo stimolo a tossire nasce da ben precise aree delle vie respiratorie, soprattutto laringe, trachea e grossi bronchi, soprattutto a livello della biforcazione. E’ in queste sedi, infatti, che si accumula il muco trasportato dal movimento delle ciglia di rivestimento della mucosa (movimento simile a quello delle spighe di grano sospinte dal vento). Più materiale c’è da buttare fuori, più muco si produce, più colpi di tosse occorrono per espellere il tutto (muco e corpi estranei). Questa tosse è detta ‘catarrale’ o ‘produttiva’ ed è utile (anzi, è indispensabile) per tenere sgombre le vie respiratorie, quindi non va attenuata con sedativi, ma favorita con farmaci che rendono più fluido il muco. La situazione tipica è quella dei fumatori. Quando si esagera, il muco che trasporta le particelle di fumo inalato si accumula e la tosse è necessaria a espellerlo.

Del tutto diversa è la situazione in cui un’infiammazione delle prime vie respiratorie (laringiti, tracheiti) crea una stimolazione alla tosse che è invece secca, senza catarro, ma può essere insistente e fastidiosissima, specialmente di notte quando disturba il sonno (anche quello di chi dorme vicino). Questo è il regno dei sedativi della tosse, dei quali la codeina (derivato dell’oppio) è il principale e più efficace. Una buona dose prima di addormentarsi assicura un sonno tranquillo (almeno da questo punto di vista).

Infine bisogna ricordare una tossetta insistente, continua, senza causa apparente. Nessuna infiammazione delle prime vie respiratorie, niente catarro. Un tempo era caratteristica dei malati di tubercolosi. Oggi è spesso causata da situazioni psichiche di tensione che portano alla necessità continua di schiarirsi la voce, tossicchiando o raschiando. Com’è facile capire, e fatti i dovuti accertamenti, il disturbo può essere controllato soltanto con trattamenti psicologici o farmaci ansiolitici.

Dott. Karol (Carlo CAPPELLI)

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